Viterbo – “Quattro itinerari per conoscere la bellezza di Viterbo con gli occhi di Andrea Scriattoli”. È il progetto promosso dalla fondazione Carivit e presentato questa mattina a palazzo Brugiotti dal presidente Luigi Pasqualetti. Assieme a lui, il vicesindaco e assessore alla cultura Alfonso Antoniozzi, la presidente della Pro loco Irene Temperini, il vicario episcopale per la cultura don Massimiliano Balsi, e Vera Anelli della Pro loco.
Da sinistra don Massimiliano Balsi, Alfonso Antoniozzi, Luigi Pasqualetti, Irene Temperini e Vera Anelli
Un progetto in collaborazione con il comune di Viterbo, la Pro loco e la diocesi che punta all’organizzazione di visite guidate alla città di Viterbo “in cui verranno ripercorsi – ha sottolineato Pasqualetti – quattro itinerari da quelli ipotizzati da Andrea Scriattoli nel volume Viterbo nei suoi monumenti, che divise la città in settori”.
“I primi due itinerari – ha aggiunto Temperini -, il 17 settembre e il primo ottobre, con partenza alle ore 10”.
Irene Temperini e Vera Anelli
“Abbiamo coinvolto anche la biblioteca consorziale – ha precisato poi Pasqualetti -. A novembre e dicembre faremo infatti insieme una mostra con i manoscritti di Scriattoli”.
“Abbiamo la fortuna di vivere in una città meravigliosa – ha commentato Antoniozzi -. E Scriattoli non solo guardava, ma vedeva. E alzava gli occhi, domandandosi il perché delle cose”.
Visite guidate che permetteranno di scoprire Viterbo e di gaurdarla appunto con occhi nuovi. Un’iniziativa che vede ancora una volta la Pro loco come protagonista attiva e attenta del tessuto sociale della città, attraveso la creazioni di sinergie al servizio della crescita e consapevolezza culturale delle persone.
Don Massimiliano Balsi e Alfonso Antoniozzi
“Una memoria vivente – ha spiegato don Massimiliano Balsi – si realizza nel momento in cui le realtà che ci circondano diventano il bagaglio del cuore di chi le abita. La scrittura unisce l’amore alla conoscenza. Se non si conosce non c’è la profondità del cuore. E se si arriva a questo amore c’è la capacità di prendersi cura degli spazi. Spazi da vivere e condividere insieme”.
“Andrea Scriattoli (1856-1936), professore di matematica e storia dell’arte – ha raccontato Temperini – ha percorso minuziosamente e con grande precisione tutte le strade della città e del suo suburbio, disegnando stemmi, iscrizioni ed antiche facciate, particolari scultorei e preziosi pavimenti, descrivendoli poi con ricchezza di informazioni ed una poeticità nella scrittura da rendere il suo stile unico ed inconfondibile”.
Luigi Pasqualetti
“Il progetto – ha continuato Temperini – ricalca quegli itinerari, offrendo a chi camminerà insieme a noi la possibilità di compiere un viaggio non solo fisico tra vicoli e chiese, piazze e fontane, torri e iscrizioni, ma emozionale, perché tenteremo di restituire ai luoghi lo spirito che Scriattoli magicamente ha catturati, rendendolo eterno nei suoi testi.
La differenza tra una visita guidata ed il racconto emozionale di un luogo è tutta lì, nello studiare le cose e nel farle proprie per poi restituirle, filtrate dall’amore e dall’emozione, con la consapevolezza che si lascia nel cuore delle persone anche solo la voglia di approfondire, di tornare, di capire, allora ai è fatto centro”.
Infine Vera Anelli, che ha descritto i quattro itinerari. “Si prevedono due appuntamenti al mese, che verranno comunicati di volta in volta, in cui verranno ripercorsi, alternandoli, quattro itinerari, più il suburbio, estrapolandoli tra quelli ipotizzati da Andrea Scriattoli, che divide la città in settori”.
“Primo itinerario. È il settore più antico della città – ha detto Anelli – quello in cui si è costruita tanta parte della storia di Viterbo. Si parte da piazza del comune, con un’introduzione ai monumenti che si affacciano sulla piazza – la chiesa di Sant’Angelo e palazzo dei Priori – con uno sguardo su quelli particolari che Andrea Scriattoli ci invita a guardare con attenzione: iscrizioni, stemmi, architravi e sculture. Si prosegue per via San Lorenzo, piazza del Gesù, piazza della morte, fino alla cattedrale è a palazzo dei papi, cercando di vedere queste costruzioni con gli occhi di Scriattoli. Dal ponte del duomo scenderemo alla chiesa della carbonara e in via San Clemente, fino alla chiesa e al monastero della Palomba. Usciremo poi dalla porta di Valle e, attraversando la Valle di Faul, risaliremo fino a Santa Maria della salute.
Secondo itinerario. Si parte da via Cavour, dal museo della ceramica di palazzo Brugiotti. Questo itinerario, facendoci scoprire angoli dimenticati e trasformati dai secoli, ci porta nel cuore di San Pellegrino, e poi di Pianoscarano. I due quartieri medievali, rivisti con Scriattoli, hanno ancora tanti segreti da svelarci. Gioielli al pari di palazzo Gatti, della chiesa del Gonfalone, di quella di Santa Maria nuova, del palazzo degli Alessandri, prenderanno vita insieme ai ricordi di altri luoghi che oggi non sono più visibili. La passeggiata termina al ponte di Paradosso, che divide i due quartieri.
Terzo itinerario. Si parte da porta Romana, e più esattamente dalla chiesa di San Sisto, magnifico esempio di arte romanica, e si passeggia in un quartiere, quello che ruota intorno alla chiesa della pace, completamente trasformato dai bombardamenti del 1944. Ancora maggiore sarà in questo caso lo sforzo di immaginazione che ci permetterà di rivedere Viterbo di 100 anni fa. La passeggiata prosegue lungo via dell’orologio vecchio, via Mazzini, fino alla chiesa di Santa Rosa e la piazza del teatro.
Quarto itinerario. Si parte da via Cavour, dal museo della ceramica di palazzo Brugiotti. Da qui, dopo un’interessante visita al museo, si scende a piazza del comune, e si prosegue in via Roma, un tempo via dell’indipendenza. Come negli altri itinerari, alzando gli occhi – lungo questa via e lungo Corso Italia – tanti piccoli gioielli della nostra città, testimonianze di eventi avvenuti durante il medioevo, come testimonia l’iscrizione sulla casa della Pace, o durante l’Ottocento, con la storia del caffè Schenardi.
Parleremo di porta Sonza, limite della città nel XII secolo, e della Svolta, curva a gomito oggi scomparsa, che accompagnava la strada verso l’attuale via Matteotti. Arriveremo a quello che un tempo era il rione di San Francesco, dove già allora troneggiava la chiesa, e attraverseremo piazza della Rocca, fino al quertiere di San Faustino, nato dalla distruzione di una città, Ferento, e dall’esodo dei suoi abitanti. Su via Santa Maria Liberatrice tante testimonianze su iscrizioni ancora visibili. Un altro limite della città (La Porticella), la chiesa di San Lorenzo da Viterbo, un quartiere completamente ricostruito dopo i bombardamenti del 1944. Scenderemo poi fino a dove il ponte Tremoli collegava due parti della città, davanti ad una chiesa, quella degli Almadiani, che siamo ormai abituati a vedere al contrario, e la cui bella vicenda sarà la conclusione della nostra passeggiata”.
Daniele Camilli



