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Rieti – Ad aprile è stata inaugurata la sala per “l’ascolto protetto” nella sede del comando provinciale carabinieri di Rieti. In quattro mesi sono state più di 15 le persone accolte, coinvolte a vario titolo in episodi riconducibili a violenze di genere.
“Lo scorso 20 aprile, nella sede del comando provinciale carabinieri di Rieti, è stata inaugurata una stanza per ‘l’ascolto protetto’ la cui realizzazione è stata possibile grazie ad una proficua collaborazione tra arma dei carabinieri ed il Lions club Rieti Flavia Gens – si legge nel comunicato dei carabinieri di Rieti -. In soli quattro mesi, caratterizzati peraltro dall’esodo dovuto alle vacanze estive, sono purtroppo già più di quindici le persone che, coinvolte a vario titolo in episodi riconducibili a violenze di genere, hanno trovato accoglienza presso la sala per l’ascolto, dove hanno potuto parlare con i militari dell’arma e denunciare le violenze subìte in un clima di assoluta tranquillità e riservatezza”.
La nota aggiunge che: “Il comando provinciale dei carabinieri precisa che il dato numerico non deve allarmare poiché conferma soltanto che la presenza di un locale dedicato alla specifica esigenza, ha solo stimolato l’emersione dei casi fino ad oggi sommersi, non denunciati per pudore e/o tentativo di tutela del focolare domestico”.
“L’allestimento del locale rientra tra le varie attività poste in essere dall’arma per la prevenzione e il contrasto dei reati di cui sono vittime minori, donne e, più in generale, le fasce deboli, in un panorama di costante crescita del fenomeno – conclude la nota -. Dall’aspetto meno formale e più accogliente rispetto agli usuali ambienti di caserma e dotata di apposita attrezzatura tecnica, la stanza per l’ascolto resta un’importante risorsa a disposizione di tutti i cittadini che potranno inoltre contare sul supporto di carabinieri, in forza al comando provinciale reatino, appositamente formati per condurre le successive specifiche indagini e inseriti nella rete nazionale di monitoraggio sul fenomeno della violenza di genere, gestita e coordinata dalla sezione atti persecutori del reparto Analisi criminologiche del raggruppamento carabinieri investigazioni scientifiche di Roma”.
