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“Santa Rosa, da 40 anni passa la macchina di legno e cartone delle bambine e dei bambini di Bagnaia”

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Viterbo – È la macchina di Santa Rosa delle bambine e dei bambini, di legno e cartone. A Bagnaia, giovedì scorso il trasporto. Con più di quaranta edizioni e un paio di generazioni che se la sono portata sulle spalle. Quest’anno, le macchine erano addirittura due. La prima, la più antica, è dei “dentrani”, la macchina del borgo, e si chiama Gloria anch’essa, la seconda, per lei è invece il primo anno, è del quartiere San Marco.

“Una macchina, quella del borgo – raccontano Emanuela e Michela Viventi, sorelle, 46 e 44 anni – nasce più di 40 anni fa. La portavano quando eravamo piccole, e adesso siamo noi che vediamo sfilare i nostri figli. Un’iniziativa partita dai bambini e da genitori ex facchini. Una macchina fatta di legno e cartone”. Come in una fiaba.


La macchina di Santa Rosa a Bagnaia

La macchina di Santa Rosa a Bagnaia


Una tradizione che quasi non ha tempo, quella delle macchine dei quartieri, che a Bagnaia è ancora viva. C’è infatti chi ancora si ricorda le macchine che si facevano anche nel centro storico, prima delle minimacchine che precedono il trasporto del 3 settembre. Le ultime, probabilmente, a San Faustino.  


 

Bagnaia

Bagnaia


“I bambini del centro storico si organizzano qualche giorno prima – spiegano le sorelle Viventi – prendono gli scatoloni dai negozi, li dipingono e poi li assemblano”. Gli scatoloni, che una una volta si tagliavano ai quattro lati con il coltello seghettato, quello che stava nel cassetto sotto al tavolo, accanto alle mescole. Poi si spianava il cartone come la pasta la domenica sul tavolo della cucina. E ci si faceva di tutto. Penne e pennarelli e veniva fuori una pista per le macchinine, ben prima di quelle elettriche. Oppure lo scatolone si lasciava intatto, ci si ficcava dentro e si faceva finta fosse un’automobile. A Bagnaia, ci fanno pure la macchina di Santa Rosa.

“Una macchina alta un paio di metri – dicono Emanuela e Michela Viventi -, portata da una ventina di bambine e bambini, con tanto di cavalletti”.

Il percorso: “Tutto il centro storico – proseguono le due sorelle di Bagnaia -. Dopodiché la piazza principale all’esterno. Per tornare di nuovo al borgo. Di solito la macchina non ha un nome, quest’anno però i bambini l’hanno voluta chiamare come quella del 3 settembre. Gloria”. 

“Una tradizione importante, un modo per stare insieme – concludono Emanuela e Michela Viventi -. Una tradizione di cui siamo molto fieri. Per l’occasione facciamo anche una grande festa, con tutto il vicinato”.

Daniele Camilli


Video: La macchina di Santa Rosa del borgo di Bagnaia

– Una minimacchina sfila per le vie di Bagnaia


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