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Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Scrivo per mettere a conoscenza la nuova amministrazione del comune di Viterbo che esiste una fetta di popolazione che, purtroppo (non augurandolo a nessuno), è affetto da disabilità motoria.
Che vuol dire disabilità? Non credo se ne sappia molto… vuol dire, con riferimento a quella motoria, che, costretti su una sedia a rotelle, non si possono fare le scale, che non si può passare sui sampietrini sconnessi perché ci sono forti rischi (come già successo) di cadere e che non tutte le persone con tali problematiche hanno la possibilità di andare da soli ma hanno necessità di un supporto, spesso e nei casi fortunati, un familiare.
Tutto questo per rendere edotta questa amministrazione che se un evento come quello del trasporto della macchina di Santa Rosa non è accessibile alle persone con disabilità se non in condizioni assurde (“signora venga entro le 13, sperando che si possa trattenere i bisogni fino alla mezzanotte quando riuscirà a raggiungere la macchina ripercorrendo sampietrini e scale e andare a casa, passi da via delle Fortezze dove ci sono le scale”) ciò debba essere palesemente comunicato.
Dico questo perché prima di far fare la fila (anche questo evento assurdo) per acquistare il biglietto, il comune deve informare che non tutti possono accedere a tribune e sedie evitando che si sborsino soldi per una postazione che non è raggiungibile da quanti hanno seri problemi motori.
Vorrei dare qualche suggerimento:
1. evitare concerti ed eventi la sera del trasporto della macchina di Santa Rosa, nell’unico punto dove si può sia accedere sia uscire dal centro storico fornito di ampio parcheggio.
2. creare una zona parcheggio per disabili adiacente la zona dove si svolge l’evento come in tutti i comuni d’Italia.
Spero che la sensibilità a tematiche così importanti possa nascere e crescere nei cuori di chi amministra questa città.
Eleonora Montefusco
