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Roma – Discariche in cambio di viaggi e gioielli, è ripreso con le spontanee dichiarazioni degli imputati il processo “Malagrotta bis” all’imprenditore Valter Lozza patron dei siti di Civitavecchia e Roccasecca e all’ex dirigente regionale Flaminia Tosini.
Tosini e Lozza finirono agli arresti domiciliari il 16 marzo 2021 per concussione, corruzione per atti contrari ai doveri di ufficio e turbata libertà del procedimento di scelta del contraente in concorso.
È la famosa inchiesta salita agli onori della cronaca come “rifiuti & gioielli”, in quanto Lozza avrebbe regalato alla Tosini, in cambio delle sue attenzioni nei confronti delle sue attività imprenditoriali, viaggi e vacanze in luoghi esotici, borse firmate e preziosi acquistati nelle gioiellerie più chic della capitale
A riportare l’ultima udienza è Agenzia Nova.
Le decisioni che venivano prese, in merito alle autorizzazioni per le discariche nel Lazio, secondo quanto riportato, sarebbero state condivise con l’allora amministrazione guidata da Nicola Zingaretti.
“Sembra che ero soltanto io a decidere, come se fossi il genio del male. Ma insieme a me c’era anche il presidente della Regione Lazio, il vicepresidente, l’assessore alla sanità, ma anche uffici ministeriali”, ha detto Tosini.
“C’è questa amicizia con Lozza che non ho mai negato, ma che non mi ha mai condizionato”, ha proseguito Tosini. Un’amicizia, secondo quanto riportato da Agenzia Nova, che “nasce dall’esigenza di confrontarsi con qualcuno che sentivo dalla mia parte, ma che non mi ha mai influenzata”.
Anche Lozza, secondo Agenzia Nova, avrebbe parlato di “amicizia nata per esigenze di confronto, su esigenze date da questo lavoro difficile”, sottolineando l’inesistenza di benefici per le sue aziende dovuti a quella relazione. Tanto che “a Roccasecca” dove la Mad, sua società, aveva una discarica, “un ampliamento da un milione di metri cubi non è stato autorizzato” causando così perdite di profitto per milioni di euro.
