Carabinieri – Controllo serrati nel centro storico
Viterbo – Avrebbe usato come pusher un bimbo di 12 anni, a processo spacciatore del Sacrario.
Il ragazzino sarebbe stato utilizzato come pusher al Sacrario da uno spacciatore 19enne di Viterbo, arrestato a febbraio e sottoposto alla misura del divieto di dimora nel capoluogo, nei confronti del quale è stata accolta dal gip Rita Cialoni la richiesta di giudizio immediato del pubblico ministero Chiara Capezzuto. Il minore invece, anche lui viterbese e di nazionalità italiana, non è imputabile per via dell’età. Ma può essere sentito come testimone.
Il dodicenne sarà ascoltato in modalità protetta dai giudici del collegio davanti ai quali è comparso ieri il 19enne accusato di spaccio aggravato dalla cessione a minori. Sulla delicata vicenda ha indagato il comando compagnia carabinieri di Viterbo nucleo operativo e radiomobile.
– Lotta allo spaccio di droga, 18enne finisce ai domiciliari
Nel corso dell’udienza, dedicata all’ammissione delle prove nei confronti dell’imputato, difeso dall’avvocato Samuele De Santis, è stato sottolineato, come il ragazzino sia soltanto un testimone. Sarà proprio la sua deposizione, assieme a quella di un altro teste della procura, a fare entrare nel vivo il processo, che potrebbe arrivare a sentenza nello stesso giorno.
A gennaio, secondo l’accusa, il diciannovenne avrebbe consegnato al bambino, non imputabile in quanto minore di anni 14, stupefacenti da cedere a terzi, per poi dividere con lui i proventi.
Nella serata del 3 febbraio, in particolare, in piazza Martiri d’Ungheria, sotto gli occhi dei carabinieri, l’imputato avrebbe dato al dodicenne, a fine di spaccio, cinque involucri di cellophane contenenti sostanza stupefacente del tipo hashish del peso complessivo di circa 4,47 grammi. In quell’occasione, addosso all’imputato, che è stato arrestato finendo nell’immediatezza ai domiciliari, sono stati rinvenuti altri 5 involucri di cellophane, contenenti sostanza stupefacente del tipo hashish del peso complessivo di circa 3,42 grammi, suddiviso in dosi, per le modalità di occultamento e per le circostanze investigative emerse ad uso non esclusivamente personale.
Silvana Cortignani
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
