Viterbo – “Chiara Frontini… basta degrado nel centro storico”. Flash mob di Fratelli d’Italia (FdI) oggi pomeriggio in piazza Dante, Viterbo, contro il degrado nel centro storico. Con un focus particolare sulla casa al civico 18 confiscata alla camorra nel 2002 e che “il comune di Viterbo – come hanno sottolineato gli esponenti di FdI – avrebbe dovuto recuperare”.
Viterbo – Flash mob Fratelli d’Italia contro degrado in centro
Invece sia la casa che la zona che ruota attorno a piazza Dante versano ancora nell’incuria.
“Inizia una campagna contro il degrado in città – ha detto la capogruppo di FdI a palazzo dei Priori – che sarà portata avanti dal circolo di Viterbo assieme al gruppo consiliare. Abbiamo iniziato da piazza Dante perché è una piazza importante per il centro storico e soprattutto per la vicenda riguardante l’immobile confiscato alla mafia. Il comune deve fare di tutto per riaverlo e costruire una progettualità sociale per strapparlo al degrado”.
Assieme a Laura Allegrini, oggi pomeriggio, c’erano anche i consiglieri comunali Antonella Sberna, Matteo Achilli e il coordinatore del circolo FdI di Viterbo, Luigi Maria Buzzi. Con loro anche gli iscritti al partito e i ragazzi di Gioventù nazionale.
Viterbo – Flash mob Fratelli d’Italia contro degrado in centro
“Qui davanti abbiamo una chiese più belle di Viterbo – ha proseguito Allegrini -, la chiesa di Santa Margherita con un soffitto barocco superiore a quello del Gonfalone. Una chiesa importante legata ad un convento dove stava Vittoria Colonna”. Accanto a piazza Dante, infatti, il largo che le è stato dedicato. Anch’esso nel degrado.
Una piazza, piazza Dante, dove insiste l’istituto superiore Paolo Ruffini. Poco distante l’istituto comprensivo Fantappie e il parco Lubich. A valle della piazza ci sono poi la fontana duecentesca, il palazzo della Carivit e la chiesa di Santa Maria in zoccoli.
Da sinistra Lugi Maria Buzzi, Antonella Sberna, Laura Allegrini e Matteo Achilli
Da piazza Dante, il primo settembre di ogni anno, parte inoltre la minimacchina di Santa Rosa del centro storico.
“Anche il sarcofago davanti alla chiesa non è minimamente segnalato, ed è ridotto malissimo – ha aggiunto Allegrini -. L’unico modo per evitare il degrado del centro storico è farlo vivere di giorno. Non bastano gli eventi”.
“Abbiamo iniziato la campagna da qui – ha sottolineato Sberna – perché la riqualificazione del centro storico è uno dei cavalli di battaglia della giunta di Chiara Frontini. Una riqualificazione di cui ad oggi non è ancora partita. Anzi, a parte qualche evento senza alcuna regia, non si vede proprio nulla di significativo”.
Viterbo – Flash mob Fratelli d’Italia contro degrado in centro
Sberna si concentra poi sull’immobile confiscato alla mafia. “Il recupero di questa casa avrebbe dovuto essere una priorità. Invece niente. E’ stata persa anche l’occasione del Pnrr. Un’occasione per ristrutturarlo e destinarlo ad attività sociali e giovanili. L’amministrazione Frontini vive solo di proclami, ritiri e comunicati, dimenticandosi degli spazi urbani”.
“Non solo – rilancia Sberna – ma, nonostante i propositi, pare che il comune non abbia ancora acquisito il bene. A breve faremo un accesso agli atti per approfondire la questione”.
Viterbo – La chiesa di Santa Margherita
La casa confiscata alla mafia è ad oggi ridotta un disastro. Le saracinesche al pianterreno sono state sfondate e riempite di monnezza di ogni tipo. I muri attorno sono pieni di graffiti e la scalinata di ingresso è fatiscente.
La casa confiscata apparteneva a Matilde Ciarlante. Classe 1953 e latitante dal 2014. Inserita nella lista dei 100 più pericolosi. Venne poi arrestata a Roma dai finanzieri del Gico del Nucleo di polizia economico finanziaria. Su di lei pendevano due ordini di esecuzione pena emessi nel 2014 dalla Procura della Repubblica di Roma e nel 2017 dalla Procura generale della Corte di Appello di Napoli, a seguito di altrettante condanne. Rispettivamente, 6 anni e 10 mesi di reclusione per il reato di impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita e 4 anni e 5 mesi per associazione di tipo mafioso. La donna è la vedova di Giuseppe Cillari, boss della camorra scomparso nel 2002.
Viterbo – La casa confiscata alla camorra
“Sottrarre un bene alla mafia – ha spiegato Buzzi – ha un duplice valore. Averlo tolto alla criminalità organizzata, innanzitutto. Dopodiche’ c’è la necessità, e il dovere, di restituirlo alla collettività. E prima lo si fa è meglio e. Per altro non è più nemmeno in sicurezza. Chi governa la città deve dare quotidianamente un’idea della visione che porta avanti. Qui invece si fa il contrario. Un’amministrazione parla con gli atti e non con i social”.
“Un bene – ha concluso Achilli – che l’amministrazione sta lasciando allo stato brado. E bisogna ringraziare gli imprenditori della zona che cercano di tenere puliti gli spazi attorno, per salvaguardare la piazza e non far scappare i turisti”.
Daniele Camilli





