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Caso Manca, la madre di Attilio: “Vergognoso il silenzio istituzionale sulla riapertura delle indagini per omicidio”

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Viterbo – Caso Attilio Manca, la madre Angela Gentile: “È vergognoso il silenzio istituzionale su Attilio. Dal 22 aprile attendiamo che la procura di Roma si pronunci sulla richiesta di riapertura delle indagini, stavolta per omicidio. Anche la procura di Barcellona sta tardando a dare delle risposte alle innumerevoli denunce di questi anni. Io , senza farmi tante illusioni, continuo ad aspettare”.

“Mi chiedo – scrive su Facebook la madre dell’urologo di Belcolle trovato morto il 12 febbraio 2004 nella sua casa della Grotticella all’età di 37 anni – se per il procuratore Lo Voi é tanto complicato riaprire le indagini sull’omicidio di mio figlio Attilio”.

“Eppure – prosegue Angela Gentile – nella relazione della Commissione parlamentare antimafia c’era scritto tutto. Questo silenzio mi fa tanto ricordare la procura di Viterbo che faceva passare anni per poi archiviare ed è successo per ben tre volte, poiché il gip regolarmente respingeva la richiesta di archiviazione”.


Attilio Manca

Attilio Manca, trovato morto a Viterbo il 12 febbraio 2004


La relazione della Commissione parlamentare antimafia è stata pubblicata il 19 gennaio 2023.  “La morte dell’urologo nella sua casa viterbese è uno dei ‘casi’ che si sono verificati nel nostro paese che non sono stati chiariti dall’autorità giudiziaria”, si legge. “Attilio Manca è stato ucciso”, secondo la commissione, e la sua morte è stata “una conseguenza dei contatti avuti con Bernardo Provenzano”. Un “omicidio di mafia”, frutto di “una collaborazione tra la cosca mafiosa barcellonese e soggetti istituzionali estranei a Cosa Nostra”.

A differenza dei magistrati di Viterbo che hanno continuato a sostenere che Attilio Manca era morto per overdose di eroina, tesi poi smentita con l’assoluzione di Monica Mileti, gli investigatori capitolini devono fare i conti con una realtà ben diversa. 

Nessuna prova, ha sottolineato la commissione, è stata “portata a sostegno di un, seppur ‘atipico’, uso di eroina da parte di Attilio”. I suoi colleghi escludevano che potesse farne uso. La persona alla quale era legato da una relazione sentimentale mai ne aveva avuto sentore. Per non parlare del suo stato di salute, che a detta dei suoi amici e colleghi era impeccabile, così come la sua diligenza sul lavoro.


Angela Gentile, mamma di Attilio Manca all'uscita dal tribunale

Angela Gentile, mamma di Attilio Manca all’uscita dal tribunale dopo l’udienza del 4 novembre 2016


“Omicidio mafioso” per i pentiti.  Sono state effettuate diverse audizioni, tra cui quelle della madre Angela Gentile, dell’avvocato della famiglia Fabio Repici, di un esperto tossicologo, il dottor Salvatore Giancane, e di alcuni collaboratori di giustizia che, negli anni, hanno reso dichiarazioni su quello che alcuni tra loro hanno definito “un omicidio mafioso”.

“Probabili contatti con Bernardo Provenzano”. “Deve ritenersi ipotesi assai verosimile – si legge nelle osservazioni conclusive – quella per la quale la morte di Attilio Manca sia legata ai probabili contatti da questi avuti con Bernardo Provenzano”. “Non è stato possibile, però, determinare il momento esatto in cui le vite del medico e del latitante si siano incrociate”.

Incertezze sulla patologia alla prostata del boss.  “Ma l’incertezza – viene sottolineato – riguarda anche alcuni profili che attengono alla patologia da cui quest’ ultimo era affetto, le cure per lui apprestate, nonché le modalità con le quali furono scelte. Per quale motivo fu scelto proprio il dottor Philippe Barnaud e le due cliniche La Licorne e La Casamance? In che modo venne comunicato a Provenzano il risultato della biopsia alla prostata? L’intervento doveva essere eseguito subito o poteva essere svolto anche al termine dell’estate? “.

La “strana” richiesta di rimborso per poche migliaia di euro. E ancora: “E’ verosimile che un latitante dell’importanza di Provenzano abbia scelto casualmente il chirurgo e la clinica dove operarsi e che abbia preso il relativo appuntamento tramite un centralino? E dove alloggiò nei diciannove giorni trascorsi tra l’effettuazione della scintigrafia e il ricovero o nei diciassette giorni trascorsi tra la dimissione dall’ospedale e il ritorno in Italia? Come mai Provenzano ritenne di utilizzare il modello E-111 per farsi rimborsare quelle poche migliaia di euro servite per gli esami e l’operazione, con tutti i rischi che la procedura per richiederlo, effettuata per ben due volte, avrebbe comportato?”, viene sottolineato. 

Il mistero della visita di controllo a febbraio 2004. “Ma, soprattutto, viste le dichiarazioni del dottor Barnaud sulla necessità di una visita di controllo a distanza di tre mesi dalla dimissione dall’ospedale (tre mesi che scadevano proprio quel febbraio in cui trovò la morte Attilio Manca), quale fu il medico che effettuò quella visita? E quale medico prescrisse a Provenzano la terapia con il Decapeptyl 11,25 nei primi mesi post-operatori?”, la conclusione. 

Una sfilza di “legami” tra l’urologo e il latitante. “Nonostante i media abbiano rilanciato, come ipotetico momento di contatto tra Attilio Manca e Bernardo Provenzano, l’operazione chirurgica avvenuta in Francia, le ipotesi non si esauriscono certamente con l’intervento di prostatectomia”, viene scritto nella relazione. “Il medico avrebbe potuto, su richiesta della famiglia mafiosa barcellonese, provvedere all’individuazione del chirurgo francese (avendo egli studiato e lavorato in Francia per diverso tempo); potrebbe essere stato il medico scelto inizialmente dal latitante per eseguire l’intervento e ciò giustificherebbe il rientro di Provenzano in Italia a seguito della biopsia; potrebbe essere stato il medico a cui si rivolsero esponenti referenti dell’articolazione barcellonese di Cosa Nostra per effettuare la visita di controllo a tre mesi dall’intervento; potrebbe essere stato, infine, il medico che, nella situazione d’urgenza in cui venne a trovarsi il boss mafioso, descritta dal collaborante Stefano Lo Verso, ebbe a prestargli le cure d’emergenza”.

Silvana Cortignani


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