Viterbo – “Emergenza cimici, importante incontro in regione per avviare studi sul territorio e impiegare la vespa samurai”. Il presidente di Confagricoltura Remo Parenti commenta così la riunione che ieri pomeriggio, lunedì 16 ottobre, si è tenuta in VIII commissione in regione Lazio. Un incontro per affrontare quello che, a tutti gli effetti, si sta rivelando come un problema per il territorio della Tuscia: l’invasione della cimice asiatica. Un’emergenza che riguarda in particolare la zona dei Monti Cimini. La riunione – promossa da Valentina Paterna, presidente della commissione Ambiente e agricoltura – ha visto la partecipazione di sindaci, associazioni di categoria, organizzazioni di produttori, tecnici. Presenti anche la dottoressa Alessandra Bianchi dell’area servizio fitosanitario regionale e il docente Unitus Stefano Speranza.
Remo Parenti
“Il dottor Speranza ha parlato della cimice asiatica, insetto che sta causando ingenti danni nei nostri territori, inquadrandolo nella sua storia recente – ha spiegato il presidente di Confagricoltura Remo Parenti -. Difatti fino al 2017 noi, nella provincia di Viterbo, non lo conoscevamo. È un insetto che ci mette un po’ di tempo ad ambientarsi e poi all’improvviso prende il sopravvento. Nel giro di qualche anno trova le condizioni adatte, capisce come modularsi alle temperature e cosa mangiare. S verifica poi l’esplosione, come è avvenuto nel nostro territorio”.
Un’invasione che sta diventando una vera e propria emergenza. Come testimoniano i video segnalati nelle scorse settimane dai cittadini. Con nubi di cimici in volo nei comuni di Carbognano, Caprarola, Fabrica di Roma, Vignanello. Una situazione allarmante anche perché le persone finiscono per ritrovare gli insetti anche dentro casa. “In questo periodo dell’anno, come ha spiegato il dottor Speranza, inizia una sorta di letargo per queste cimici. Cercano luoghi in cui ripararsi dal freddo, che possono essere i boschi ma anche intercapedini nei muri, le pareti esterne più esposte a sud, spazi all’interno delle case – ha spiegato il presidente di Confagricoltura Remo Parenti -. Ed ecco perché, molto probabilmente, tanti cittadini hanno trovato le cimici tra le tende e all’interno delle abitazioni. Inoltre va considerato che è una specie onnivora, quindi possono essere diverse le piante attaccate. Oggi sono le nocciole, ma domani potrebbero essere ad esempio anche le olive. La cimice asiatica colpisce circa 300 specie vegetali, quindi anche l’ortofrutta e i cereali”.
L’incontro in regione è stato quindi necessario per provare a trovare una soluzione. E un’importante via è stata tracciata. “La riunione è stata molto importante e proficua – ha aggiunto il presidente di Confagricoltura -. Ho portato la mia esperienza, facendo riferimento ai contatti con i colleghi dell’Emilia Romagna. Questa è infatti la regione italiana in cui è stata individuata per la prima volta la cimice asiatica. Lì ci sono i primi comprensori che hanno dovuto fare i conti con questo insetto. E i colleghi mi hanno spiegato che l’unica vera arma risolutiva, o che almeno riesce a contenere la diffusione di questa cimice, è la vespa samurai. Il suo antagonista biologico”.
La regione valuta quindi di intervenire con il lancio di un antagonista biologico per combattere la cimice. Una decisione importante in cui però non bisogna sottovalutare il fattore ‘tempo’.
“Gli effetti di questa sperimentazione si vedranno alla lunga – spiega il presidente di Confagricoltura -. Dal momento i cui si introduce questa vespa, il primo anno si riscontra circa un 4% di efficacia, poi il 12%. Diciamo che i veri effetti si vedono non prima di 5 o 7 anni. Sarà una battaglia molto lunga. E poi, chiaramente, vanno fatti degli studi prima di introdurre questo antagonista. Ci sono già delle basi sui dati di altre regioni, ma sono approfondimenti che dovranno essere conformati ai nostri comprensori per capire se ci può essere un adattamento di questa vespa samurai al nostro ambiente. L’antagonista andrà poi allevato. Tutte fasi di un processo che richiede inevitabilmente del tempo per dare i suoi riscontri”.
“Pertanto ci saranno degli anni i cui dovremo convivere con la cimice asiatica. E ci dovremo preparare a usare anche altre armi, che possono essere la lotta integrata, le catture con i feromoni”, aggiunge Remo Parenti.
“Ora però dobbiamo agire fin da subito – conclude il presidente di Confagricoltura -. Prima di tutto bisognerà programmare degli studi per capire l’adattamento dell’antagonista sul nostro territorio. Poi bisognerà introdurre la vespa samurai e portare avanti i monitoraggi. Anche l’Unitus si è resa disponibile a collaborare per approfondire questi aspetti. Per legge la prassi sarà seguita dall’area del servizio fitosanitario regionale che si occuperà delle autorizzazioni. Poi sarà la regione a recepire l’input e mettere in campo le diverse azioni che, a loro volta, verranno recepite dai territori”.
Maurizia Marcoaldi
Articoli: Valentina Paterna: “Emergenza cimici, la Regione valuta l’utilizzo della vespa samurai” – Remo Parenti: “Siamo preoccupati per l’invasione delle cimici sui Monti Cimini, mai così tante come quest’anno…”
Video: Invasione di cimici sui Monti Cimini
