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Fermati davanti a un negozio con borse “schermate” per l’anti taccheggio, denunciati e allontanati dalla città

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Viterbo – Fermati davanti a un negozio con borse “schermate” per l’anti taccheggio, denunciati e allontanati dalla città. Nei guai due giovani, non potranno tornare nel capoluogo per i prossimi due anni.

Viterbo - Le borse schermate per l'antitaccheggio

Viterbo – Le borse schermate per l’antitaccheggio


“Nella giornata di ieri, durante lo svolgimento dei servizi di vigilanza antirapina e antifurto negli esercizi commerciali della città, personale della polizia di stato della squadra mobile della questura di Viterbo ha sottoposto a controllo due cittadini sudamericani, sorpresi in possesso di borse schermate all’interno con carta di alluminio trattenuta da strati di cartone, idonee ad inibire i sistemi di antitaccheggio dei negozi – fanno sapere con una nota dalla questura -. Gli operatori avevano notato un uomo ed una donna intenti a girare con atteggiamento sospetto tra le corsie di un esercizio commerciale.

L’elemento che maggiormente ha richiamato l’attenzione dei poliziotti era che i sospetti transitavano a più riprese attraverso i varchi di controllo antitaccheggio tenendo ben strette le proprie borse a tracolla. Scoperti, i due sudamericani hanno cercato di sottrarsi al controllo fuggendo dal negozio, ma grazie al tempestivo e professionale intervento degli agenti sono stati fermati.

Un complice in attesa all’esterno, a bordo di un’autovettura, intuita la situazione riusciva a dileguarsi senza lasciare tracce, né dare tempo ad altri equipaggi di intervenire. L’attività ha consentito di rinvenire nella disponibilità dei fermati alcuni beni e indumenti nuovi di cui gli stessi non sapevano giustificarne il possesso, verosimilmente provento di furto.

Sono in atto gli opportuni accertamenti finalizzati a risalire alla provenienza degli oggetti e alla eventuale restituzione ai legittimi proprietari. I due stranieri sono stati denunciati in stato di libertà all’autorità giudiziaria per il reato di ricettazione e le borse, artatamente modificate con una schermatura capace di non far rilevare gli adesivi antitaccheggio, sono state debitamente sequestrate.

Valutata la pericolosità sociale, il questore di Viterbo ha emesso a loro carico la misura di prevenzione del foglio di via obbligatorio con il divieto di fare ritorno nella città di Viterbo per i prossimi due anni” conclude la questura.


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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