|
|
Bolsena – (sil.co.) – Due invitati minorenni vengono sorpresi dai carabinieri a bere alcolici durante un aperitivo per il 18esimo compleanno di un amico, nei guai il gestore del locale, un bar gelateria di Bolsena affacciato sul lago, dove la sera di sabato 5 giugno 2021 era in corso la festa e dove in quel momento erano presenti complessivamente circa duecento persone.
L’uomo, imputato del reato previsto all’articolo 689 del codice penale relativo alla somministrazione di alcolici ad avventori di età inferiore ai 18 anni, è comparso ieri davanti al giudice Ilaria Inghilleri, che al termine della discussione, sentito un dipendente citato dal difensore Angelo Di Silvio, ha assolto il gestore del locale con la formula più ampia, perché il fatto non sussiste.
I fatti risalgono a due anni fa. Era un sabato sera d’estate quando un gruppo di amici, giunti a bordo di tre-quattro auto, si è seduto al tavolo che avevano prenotato, per dare il via ai festeggiamenti.
“Uno di loro, sicuramente maggiorenne perché lo avevo visto alla guida, è venuto al bancone ordinando da bere per tutti, sia alcolici che analcolici, quindi ha preso il vassoio con le bevande ed è andato a sedersi con gli altri”, ha spiegato il teste, escludendo che al bancone si siano recati minorenni.
Fatto sta che a un certo punto della serata, i carabinieri intervenuti per un controllo avrebbero sorpreso due minorenni della comitiva con due bicchieri Campari in mano.
Nessun riferimento nel verbale al fatto che glieli avesse somministrati direttamente il titolare del locale, come è stato confermato al processo. “Va bene il potere di controllo che, per i gestori, si estrinseca nella richiesta di documenti nei casi di sospetta minore età degli avventori che chiedono alcolici, ma qui il contesto è diverso”, ha detto l’avvocato Di Silvio, chiedendo l’assoluzione dell’imputato. “Qui – ha proseguito – si può parlare di delega delle funzioni ai maggiorenni che, in casi come questo, hanno la responsabilità sugli invitati minorenni”.
La stessa accusa ha chiesto l’assoluzione dell’imputato, con la formula “per non avere commesso il fatto”. Il giudice, dopo una breve camera di consiglio, lo ha assolto “perché il fatto non sussiste”.
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
