Arnaldo Brunetti
Canepina – Si indaga sulla dinamica dell’incidente, la salma di Arnaldo Brunetti a disposizione dell’autorità giudiziaria.
Canepina – Auto contro moto sulla Canepinese, muore centauro – Nel riquadro Arnaldo Brunetti
Il corpo del 41enne di Vetralla morto sabato in un tragico incidente sulla Canepinese non è ancora stato restituito ai familiari in attesa di ulteriori accertamenti.
Ancora da chiarire se il pm disporrà l’autopsia o un esame esterno sul corpo. Nelle prossime ore la decisione.
Canepina – Auto contro moto sulla Canepinese, muore centauro
Il tragico incidente sabato pomeriggio, intorno alle 16, all’altezza dell’incrocio con strada Piangoli al chilometro 25.
Brunetti, militare dell’Aves, era in sella alla sua Ducati rossa quando, per cause da chiarire, si è scontrato violentemente con una Toyota Rav4. L’impatto è stato fatale e il 41enne è morto sul colpo.
Ferito il conducente dell’auto che sarebbe in condizioni meno gravi. Illese, invece, la moglie e la figlia che viaggiavano con lui.
Sulla dinamica dell’incidente si sta indagando per stabilire se ci sono responsabilità.
Sul posto sono intervenuti i carabinieri e i sanitari del 118 che non hanno potuto fare altro che constatare il decesso del motociclista.
Sotto shock le comunità di Vetralla e Canepina che hanno espresso il suo immenso cordoglio.“Ciao Arnà, che la terra ti sia lieve”, scrive un amico. “Che Dio ti abbia in gloria… Povero ragazzo”, aggiunge un altro. E ancora: “Il gruppo “Fazza Maia Motobikers Canepina si stringe al dolore dei familiari e degli amici di Arnaldo”.
Articoli: Incidente sulla Canepinese, cordoglio e commozione a Vetralla per la morte di Arnaldo Brunetti – Auto contro moto, muore giovane militare – Scontro auto-moto sulla Canepinese, muore centauro
Fotocronaca: Mortale sulla Canepinese
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


