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“La sera raccogliamo alle 23 i rifiuti così i cinghiali magnano cazzi…”

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Viterbo – “Emergenza cinghiali, l’amministrazione Frontini ci ha dormito sopra”. In estrema sintesi, il pensiero della capogruppo FdI Laura Allegrini, in apertura di consiglio comunale straordinario, analizzando quello che il comune (non) ha fatto nell’ultimo anno. Presenti esponenti della regione, della Asl, associazioni di categoria, cittadini. Non i consiglieri regionali.


Viterbo - Consiglio comunale cinghiali - Ciorba, Frontini e Romoli

Viterbo – Consiglio comunale cinghiali – Ciorba, Frontini e Romoli


Problema complesso, ma Ugo Poggi (Rinascimento) ha una soluzione facile facile: “Se la sera alle 22 raccogliamo l’immondizia, i cinghiali che vengono a a cercare cibo mangnano cazzi…”. Semplice semplice, chissà perché nessuno finora ci aveva pensato, eppure è un’idea. Un consiglio straordinario, forse perché per la prima volta un gran numero di consiglieri, otto, prende la parola. È record.

“A luglio 2022 è stato emanato un decreto di giunta regionale – ricorda Allegrini – sul contenimento della specie cinghiale, che assegna competenze ai comuni. Quello di Viterbo si è adeguato con molto ritardo, presentando un piano ad agosto 2023 e approvato in un solo giorno dalla regione”.

Seppure con ritardo, adesso qualcosa nero su bianco c’è. “Perché non sono ancora state acquistate le gabbie – si domanda Allegrini – come mai in bilanci, non esistono somme destinate all’acquisto?”. C’è dell’altro. “La sindaca può emanare ordinanza per ragioni di sicurezza e sanità e quando occorrono vanno fatte – insiste Allegrini – poi, la pulizia. Va effettuata in modo diverso, soprattutto dopo il passaggio degli animali, Viterbo Ambiente dovrebbe effettuare sistematicamente servizi per evitare il degrado”.


Viterbo - Consiglio comunale cinghiali

Consiglio comunale straordinario


La situazione nelle prossime settimane è destinata a peggiorare. “Con l’avvio della caccia avremo più cinghiali in città che non nel parco dell’Arcionello”. Da dove arrivano ed essendo gestito dalla provincia, il presidente Alessandro Romoli è chiamato in causa.

“La provincia si è mossa nei tempi predisponendo il piano per il parco all’Arcionello – ricorda Romoli – che è un’opportunità per Viterbo. Per i cinghiali, ricordo che quelli presi in gabbia poi vanno abbattuti. Abbiamo avviato l’acquisto di cinque gabbie e l’affidamento del servizio di prelievo, trasporto e abbattimento. Nel frattempo abbiamo potenziato l’attenzione e il controllo della riserva”.


Viterbo - Consiglio comunale cinghiali - Ciorba, Frontini e Romoli


Per Viterbo Ambiente, la loro presenza rappresenta anche un pericolo, operando nelle prime ore del mattino, quando sono ancora per le vie della città. “L’ancoraggio dei cassonetti – ricorda Maurizio Marini – dove effettuato ha dato risultati. In altre zone il problema persiste, anche per effetto di contenitori sempre su strada o una differenziata non adeguata che richiama gli animali selvatici”.

Maria Grazia Pompei (Lav) si pone un problema: “Chiediamoci perché siano arrivati in città. Abbiamo occupato il loro territorio. Serve maggiore attenzione alla raccolta rifiuti che deve essere puntuale, in orari precisi e in questo occorre anche l’attenzione da parte dei cittadini, che devono pure comprendere come l’animale selvatico va tenuto a distanza”.


Maria Grazie Pompei e Antonella Bruni

Maria Grazie Pompei e Antonella Bruni


Dal comitato nato a via Monte Cervino e poi allargatosi, Antonella Bruni punta i dito contro l’amministrazione: “Abbiamo scritto, sono partite molte richieste – spiega Bruni in consiglio – ma non abbiamo ricevuto risposte. La provincia e la regione hanno competenze, ma il comune non può esimersi, può adottare provvedimenti. Un’azione di selezione per ridurre il problema è necessaria”.

C’è poi la difficoltà nella raccolta rifiuti. “Siamo d’accordo che serve maggiore informazione ed educazione, ma non può essere individuata come la causa del problema”.

Stimolati, diversi consiglieri di maggioranza intervengono. Un evento. Solitamente, quando prendere la parola il capogruppo Martinengo per anticipare un punto piuttosto che un altro à già tanto. Per la cronaca, interviene anche lui. Dal vicepresidente Paolo Maricoli ad Alessandra Purchiaroni (Viterbo 2020). “Il problema è stato sottovalutato – osserva Purchiaroni – sono aumentati i turni di pulizia. Ma i costi perché non possono essere assimilabili alla responsabilità in caso d’incidenti d’auto o danni alle colture? Gli interventi conseguenti spetterebbero all’ente cui competono la competenze di gestione, controllo e tutela della fauna selvatica”. Che non è il comune.

Mariani e Moncelsi

Mariani e Moncelsi


Alessandra Croci, collega di maggioranza, invece, fa un lungo elenco degli interventi di pulizia da parte di Viterbo Ambiente nel mese di agosto e riunioni a palazzo dei Priori con i condomini, con risultati non esaltanti. “Stiamo abusando della pazienza degli enti che si sono messi a disposizione – osserva Croci – il comune si sta facendo carico dei problemi, i cittadini si devono prendere le responsabilità su determinati comportamenti”.

Maria Rita De Alexandris si dispiace dell’assenza alla riunione dei consiglieri regionali: “È arrivata una lettera, proprio una sfortuna che ogni volta che c’è un incontro abbiano altri impegni”.

Mentre Marco Nunzi spera nelle gabbie e la cattura, con il posizionamento non sull’asfalto ma in altre zone: “L’università ci sosterrà nell’attuazione. Se non dovessero sortire l’effetto desiderato, rimane l’abbattimento diretto, perché spingerli altrove è inutile. Tornano.

Ugo Poggi (Rinascimento) dà un consiglio alla giunta. Forse fra tante proposte, l’unica percorribile e sensata: “Negli anni 70 – ricorda Poggi – per la raccolta dei rifiuti i sacchi si mettevano fuori alle 20 e poi passavano entro le 22 a toglierli. Se si facesse così, i cinghiali quando arrivano, che trovano? Magnano cazzi. I cinghiali vengono perché hanno fame, se non trovano niente se ne vanno”. Chiarissimo.

Luisa Ciambella (Per il bene comune) parla di riperimetrare l’Arcionello e la necessità di rivedere i metodi di raccolta differenziata. Per esempio non più con il porta a porta, ma in raccoglitori con apposita scheda.


Chiara Frontini e Ugo Poggi

Chiara Frontini e Ugo Poggi


Per Alvaro Ricci (Pd), invece, il problema è complicato. Non serve ridurre il perimetro dell’Arcionello, la cattura con le gabbie è: “Una follia impossibile da attuare, in area urbana”. Serviva avere previsto una raccolta differenziata adeguata nel nuovo bando. Sarà stato fatto?

Alla fine, la sintesi è di Elpidio Micci (gruppo misto): “Una soluzione al problema non c’è”.

Giuseppe Ferlicca


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