Margherita Eichberg e la figlia Lisa Federico
Viterbo – “Quindici anni (e un giorno) fa. I nostri occhi incontravano per la prima volta la sua immagine sulla scheda del dipartimento per le adozioni a Kiev”. In allegato una foto di Elisabetta-Lisa quando era piccina.
Con un post su Facebook dello scorso 28 ottobre, la sovrintendente della Tuscia meridionale presso il ministero della cultura Margherita Eichberg ricorda il primo “incontro”, il 27 ottobre 2008, con la figlia Lisa Federico, scomparsa tragicamente all’età di 17 anni, il 3 novembre 2020, dopo un trapianto di midollo osseo all’ospedale Bambino Gesù di Roma, infuso in presenza di globuli rossi incompatibili secondo l’accusa. Una morte per cui è ancora in corso l’udienza preliminare a carico di due dei sanitari indagati per omicidio colposo per i quali la procura di Roma ha chiesto il rinvio a giudizio.
La stessa foto è stata postata anche dal padre Maurizio Federico. “Una ragazza piena di vita, condannata a morte da un trapianto di midollo non urgente praticato in maniera scriteriata. Non era una malata oncologica”, ricorda la madre, che col marito Maurizio Federico ha fondato l’associazione il cui slogan è “Mai più come per Lisa”.
L’ultima udienza, al tribunale di piazzale Clodio, per la nomina di un diverso perito super partes, si è tenuta venerdì 27 ottobre. Se ne riparla fra sette mesi.
Lisa Federico, la foto pubblicata su Facebook dalla mamma Margherita Eichberg per ricordare il primo incontro
“Al Casinò Piazzale Clodio oggi ci siamo presi i soliti pesci in faccia. Il pm non viene più in udienza, gli avvocati della difesa mostrano aulica tranquillità infrangendo le regole processuali a loro piacimento, e il gup, comunicandoci i quesiti, non perde occasione per insultare e maltrattare i nostri poveri avvocati. Prossima udienza 17 maggio (!!).E’ proprio vero che ciò che si vive da piccoli ci fa compagnia per tutta la vita. Nel caso di Lisa, anche oltre”, si legge nel messaggio postato dal padre Maurizio”.
Il primo perito individuato dal tribunale aveva rinunciato all’incarico per incompatibilità, rilevata anche dalla difesa di parte civile, alla luce dei rapporti professionali con uno degli altri medici indagati nell’ambito dell’inchiesta. È stato così individuato un altro perito, il professor Benedetto Bruno dell’università di Torino. Ma il gup che ha disposto la perizia, nel frattempo, è andato in pensione lo scorso 17 maggio, giorno previsto per la nomina.
“Mamma e papà – ricorda Eichberg attraverso Lisa – erano partiti il giorno prima da Roma per incontrare la cicogna. Da quasi 5 anni l’aspettavano, e finalmente era arrivato il loro turno. A Kiev vedevano questa foto (e quella di mio fratello) sulla scheda che li aspettava: eravamo NOI i loro bambini! Qui ero più piccola di com’ero allora, dopo due anni e mezzo di istituto. Ma da quando hanno visto questa foto, le loro vite cambiavano per sempre. E anche le nostre vite cambiavano per sempre. Eravamo appena all’inizio della nostra storia, travagliata già dai primi momenti in Ucraina. Cominciava la seconda delle mie vite. Breve, come troppo breve è stata la terza”.
“Le tre vite di Lisa”, nel frattempo, è il titolo del libro che racconta i suoi ultimi giorni, rivissuti da tre punti di osservazione, a partire dall’adozione in Ucraina fino al suo ultimo respiro nella “Zona Rossa” dell’ospedale Bambino Gesù di Roma. “La prima – spiega il papà – durata un soffio, si è esaurita nel distacco forzato dalla madre naturale e l’abbandono in orfanotrofio; la seconda è durata quei pochi giorni che impiegò a svanire l’illusione di aver trovato dei genitori adottivi. La terza vita, una volta finalmente adottata, si è conclusa nelle fauci dell’eccellenza ospedaliera italiana”.
Silvana Cortignani
Lisa Federico, in un libro le “tre vite” della figlia scomparsa tragicamente di Margherita Eichberg
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Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


