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Omicidio Bramucci, a luglio uno dei sicari fa sapere alla cognata Sabrina: “Il gruppo di fuoco è pronto”

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Salvatore Bramucci e la moglie Elisabetta Bacchio

Salvatore Bramucci e la moglie Elisabetta Bacchio, arrestata il 26 settembre per omicidio premeditato in concorso


Soriano nel Cimino – Sei mesi esatti prima dell’omicidio, il 7 febbraio 2022, le sorelle Bacchio dicono di Bramucci: “Prima o poi uno sbrocca”. Il 22 luglio la moglie Elisabetta, in carcere dallo scorso 26 settembre quale mandante, va un’ultima volta dai carabinieri a lamentarsi del marito. Il 30 luglio uno dei sicari comunica alla cognata Sabrina che il gruppo di fuoco è pronto ad agire. La mattina del 7 agosto 2022 il delitto si compie.

È il delitto di Soriano nel Cimino. Al via il prossimo 23 ottobre davanti alla corte d’assise del tribunale di Viterbo il processo per omicdio premeditato in concorso alla cognata Sabrina Bacchio e ai sicari Lucio La Pietra e Tonino Bacci, arrestati tra settembre e ottobre dell’anno scorso per la morte del pregiudicato 58enne, l’usuraio ammazzato in un agguato a colpi di pistola la mattina del 7 agosto 2022 vicino alla sua abitazione, nelle campagne di Soriano nel Cimino.

Nel frattempo. a distanza di oltre un anno, è stata arrestata con le stesse accuse la moglie Elisabetta Bacchio, detenuta nel carcere femminile di Civitavecchia dal 26 settembre. Sarebbe stata lei la mandante del delitto, orchestrato con la complicità della sorella Sabrina, pianificando l’uccisione del marito assieme a Tonino Bacci e altri esponenti della microcriminalità romana tra Guidonia Montecelio e Ponte di Nona. 

La sera del 28 giugno 2022, neanche un mese e mezzo prima del delitto, Sabrina e Elisabetta Bacchio avrebbero messo insieme i soldi, il “prosciutto”, per pagare il “dottore che costicchia”, ovvero il sicario Tonino Bacci, che il 4 giugno aveva chiesto 30mila euro per l’intervento. Il giorno prima Sabrina aveva comunicato a Elisabetta che “la torta l’ho fatta più bassa, mi è venuta bene”, sentendosi rispondere “evidentemente hai messo qualche ingrediente in meno, hai fatto bene, sono contenta”. Bacci è lo stesso che, in carcere, ha detto: “Le sorelle mi devono dare ancora tre-quattro piotte per stare zitto”.

Il 17 luglio le sorelle Bacchio erano insieme a una sagra. Il giorno prima, 16 luglio, Bramucci aveva ottenuto un allungamento dei permessi di uscita, a partire dalle ore 8 invece che dalle ore 9. Sabrina lo avrebbe subito riferito al sicario Bacci. È la famosa frase: “Nino, mi fai sapere per il motore per mia suocera, calcola che non esce più alle 9 ma alle 8. Capito? Per organizzarmi”. 


Costantin Dan Pomirleanu, Sabrina Bacchio e Antonio Bacci,

Sabrina Bacchio con Costantin Dan Pomirleanu e Tonino Bacci


Un delitto sicuramente premeditato per gli investigatori, risaliti al 20 dicembre 2021, quando il padre delle sorelle arrestate si è recato dai carabinieri di Soriano nel Cimino assieme alla moglie, per denunciare la difficile situazione familiare in cui avrebbe versato la figlia Elisabetta col marito Salvatore Bramucci, che stava scontando ai domiciliari una condanna per estorsione e usura.

“I genitori della Bacchio – si legge nell’ordinanza di arresto della vedova di Bramucci – facevano presente che la situazione familiare della figlia era ormai ampiamente compromessa, atteso i rapporti coniugali con il marito Bramucci Salvatore si erano definitivamente deteriorati e la stessa si era confidata con loro, chiedendo aiuto e manifestando la volontà di valer conferire in forma riservata con il comandante della stazione, il luogotenente Paolo Lonero, persona di cui si fidava, temendo che il marito potesse avere reazioni violente qualora fosse venuto a conoscenza delle sue intenzioni. In particolare, il padre faceva presente che il genero Bramucci Salvatore era ancora ben inserito in contesti criminali-malavitosi e che per quanto di sua conoscenza stava continuando a commettere reati, presumibilmente di tipo estorsivo ed usuraio, ambienti questi nei quali era ben inserito da anni e temuto dalle vittime per il suo carattere violento e vendicativo”.

La mattina del 7 febbraio 2022, sei mesi esatti prima dell’omicidio, in particolare, Elisabetta Bacchio riferisce di essere stata rimproverata da Salvatore Bramucci alla sorella Sabrina, che manifesta il suo disappunto e ribadisce che il comportamento assunto dal marito, se reiterato nel tempo, potrebbe indurla a perdere il controllo (“prima o poi uno sbrocca”). Erano le 9,56 quando la moglie della futura vittima dice alla sorella: “Ho preso pure er cazziatone, mi ha detto  ‘ancora qua stai?’. Proprio non conosce vergogna”. 

Lo stesso giorno, alle ore 16,45, la moglie Elisabetta si è nuovamente presentata presso la caserma dei carabinieri di Soriano nel Cimino confermando quanto  riferito nel precedente incontro del 29 gennaio, precisando di non essere riuscita ad acquisire notizie utili a ricostruire i traffici delittuosi del marito, che da diversi mesi parlava e si confidava esclusivamente con la figlia avuta dalla prima moglie, complice nei suoi affari illeciti.

Tra il 29 gennaio e il 22 luglio 2022, Elisabetta Bacchio, senza mai formalizzare denunce, si è recata una decina di volte in caserma, mentre tra aprile e maggio, in tre diverse circostanze, la donna chiedeva di incontrare gli operanti in ambiente esterno, sempre in orario pomeridiano ed in particolare nella zona industriale Sanguetta, dove si sentiva più al sicuro e non vi era possibilità che qualcuno la potesse vedere. 


Soriano nel Cimino - Omicidio Salvatore Bramucci

Soriano nel Cimino – Omicidio Salvatore Bramucci


Elisabetta Bacchio si è presentata in caserma una decina di volte, l’ultima delle quali il 22 luglio 2022, riferendo che il giorno seguente si sarebbe recata in vacanza con una sua amica al mare a Sperlonga, dove si sarebbe trattenuta per una settimana, fino al giorno 30 luglio. 

Nell’occasione la donna – alle prese con la pianificazione dell’omicidio – riferiva che il marito le era sembrato stranamente troppo tranquillo, come se fosse felice del suo allontanamento da casa; inoltre l’aveva invitata a portare in vacanza con sé anche il figlio maggiorenne, motivo per il quale sospettava che durante la loro assenza avrebbe probabilmente concluso affari illeciti, con lo complicità della figlia. La donna aggiungeva anche che nell’ultimo periodo, più volte le aveva accennato ad un suo trasferimento definitivo in Spagna, precisamente a Tenerife, a partire dalla fine del mese di ottobre 2022, non appena avesse terminato di scontare lo pena detentiva agli arresti domiciliari, poiché ormai sentiva che doveva allontanarsi definitivamente dall’Italia.

“Si fa presente – si legge nell’ordinanza di arresto – che le notizie fornite dalla signora Bacchio Elisabetta sono state sempre generiche, frammentarie e prive di attualità, così da non consentire l’avvio di alcuna attività investigativa nei confronti di Bramucci Salvatore, personaggio di spessore della malavita locale noto all’ufficio, già più volte condannato per reati contro la persona e il patrimonio”. 

Il 30 luglio 2022, quando Elisabetta rientra dalla vacanza, si incontra a pranzo a casa dei genitori con la sorella Sabrina. La sera del 30 luglio Tonino Bacci comunica a Sabrina Bacchio che il gruppo di fuoco era pronto ad agire (“siamo tutti in preparazione”), quindi Sabrina replica che non si era fatta sentire prima poiché preoccupata per le condizioni della sorella Elisabetta. 

In un messaggio vocale contenuto nella chat, si sente infine una voce maschile (che la pg ha indicato come verosimilmente riferibile al sicario Lucio La Pietra Lucio) che, vicino all’altro sicario Bacci, dice testualmente ” …andassimo a ammazza per… “, quindi Sabrina Bacchio ancora una volta fa riferimento alla critica situazione della sorella. 

Silvana Cortignani


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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