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Viterbo – Il pregiudicato Vittorio Sgarbi è di nuovo indagato. Ma a Viterbo il silenzio degli inquilini pro tempore di palazzo dei Priori è assordante. Ed è assordante anche il silenzio delle opposizioni compiacenti e da operetta. Unica flebile eccezione, comunque meritoria, il 5stelle Erbetti che una domanda la fa molto, ma molto, debole. Chiede chiarimenti. Come dire nessuno chiede le dimissioni o il ritiro delle deleghe dell’assessore alla Bellezza.
Che era un pregiudicato Sgarbi, lo si sapeva da sempre, lo scrivemmo in tempi non sospetti. Ma niente: la sindaca Chiara Frontini, che pure aveva promesso che mai e poi mai un pregiudicato sarebbe entrato in giunta, ha poi, non appena eletta, nominato Vittorio Sgarbi assessore. Certo promesse da politicanti. Cioè promesse che non valgono neppure il fiato che serve per farle. E logica fuzzy, all’ennesima potenza, della politica. Anzi diciamola tutta: nessuna logica. Solo giochi di parole privi di senso.
Ora lo Sgarbi nazionale, che a Viterbo ha regalato due costosissime mostre per i cittadini viterbesi che non hanno portato che una misera manciata di visitatori, è di nuovo indagato. E tutto tace. Afonia completa. Nessuno chiede le dimissioni o di metterlo fuori da palazzo dei Priori. Sgarbi vanta, secondo Il Fatto, debiti con l’Agenzia delle entrate per un totale di circa 715 mila euro. “Sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte” è il reato che la procura di Roma, sempre stando a quanto scrive Il Fatto Quotidiano, contesta al sottosegretario alla Cultura e assessore alla Bellezza di Viterbo, Vittorio Sgarbi. I fatti risalirebbero all’ottobre del 2020. Ma a Viterbo tutto tace.
Come scrive Marco Travaglio sul Fatto quotidiano nel suo editoriale di ieri: “Incredibile ma vero, nel 2023 siamo ancora qui a occuparci di Sgarbi. Come se non avesse passato la vita a dimostrare oltre ogni ragionevole dubbio la sua assoluta incompatibilità con qualsiasi incarico pubblico. Un motivo a caso, tratto dalla collezione: nel ’96 la cassazione l’ha condannato a 6 mesi e 10 giorni per truffa aggravata e continuata e falso ai danni del ministero dei Beni culturali perché era dipendente della soprintendenza del Veneto, ma non ci metteva quasi mai piede, esibendo falsi certificati medici e inventando malattie immaginarie (dal “cimurro”, tipico dei cani, all’“allergia ai matrimoni”), che naturalmente non gli impedivano di insultare ogni sera i migliori pm a Sgarbi quotidiani su Canale 5. Ora è sottosegretario ai Beni culturali che ha truffato. E la colpa non è neppure sua. È di chi ce l’ha messo (B.) e rimesso (Meloni)”.
Poi Travaglio ricorda le poltrone coperte e ricoperte fino a oggi da Sgarbi: “Sindaco di Salemi (subito sciolto per mafia), S. Severino, Sutri e Arpino, prosindaco di Urbino, assessore in Sicilia e a Viterbo, consigliere regionale in Lombardia, commissario a Codogno, presidente di Ferrara Arte, Mart di Trento, Mag di Riva del Garda, Gypsotheca del Canova…”. Viterbo vi fa bella mostra.
Possibile che i grandi politici che abitano palazzo dei Priori non siano stati in grado di prevedere che un personaggio come Sgarbi, non solo non “sprovincializza” la politica cittadina come preconizzava la candidata sindaca Frontini, ma fa danni con la pala? Veramente boh. Andatevi a vedere quante volte Sgarbi ha fatto inorridire mezza Italia con le sue incontinenti dichiarazioni.
Per quanto ci riguarda scrivemmo in tempi non sospetti che non era il caso di nominare Sgarbi assessore. Ora ci sembra che i pessimi presagi, prevedibilissimi, si stiano avverando. E allora la sindaca Frontini tolga le deleghe a un assessore che fa solo danni all’immagine della sua giunta e alla città. Ricordiamo sommessamente che, a memoria d’uomo, mai un pregiudicato è entrato in giunta a palazzo dei Priori. L’attuale classe politica che governa palazzo dei Priori intende passare alla storia per questa novità assoluta? Sembra che Giorgia Meloni stia riflettendo sul da farsi. Qui a Viterbo, possibile che nessuno stia neppure riflettendo su che cosa fare? Possibile che nessuno si guardi allo specchio la sera?
C’è un galantuomo a Berlino?
Carlo Galeotti
Articoli: Alfonso Antoniozzi: “Sgarbi? Affronteremo il problema al ritorno della sindaca” di Daniele Camilli – Vittorio Sgarbi, per te Miss Italia finisce qui… – “Tutte le bugie di Sgarbi, dall’Antitrust al ministro” di Daniele Camilli
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
