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“Realtà aumentata accessibile a tutti”, la mission della startup viterbese selezionata per la Smau di Milano

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Viterbo – In soli tre anni sono passati dai locali di ‘Spazio attivo’ a valle Faul a Viterbo, che servono a supportare le giovani startup del territorio, agli stand dello Smau di Milano 2023, la più grande manifestazione italiana su impresa, tecnologia e innovazione in programma nella città meneghina il 18 e 19 ottobre. “Cerchiamo di rendere la realtà aumentata accessibile per tutti, per questo preferiamo lavorare con i cellulari piuttosto che con i visori”, spiega in questa intervista Francesco Cori, ceo e socio fondatore (insieme al figlio Carlo) di Virtualup, giovane startup viterbese attiva nei settori della realtà aumentata, virtuale e metaverso selezionata a partecipare all’edizione 2023 dello Smau di Milano (Salone macchine e attrezzature per l’ufficio). Dalla realizzazione di infopoint digitali per l’Unitus allo sviluppo di app per la sicurezza sul lavoro, in soli tre anni Virtualup è nata, cresciuta ed è stata ammessa al tavolo dei grandi. Un tempo quasi da record, verrebbe da dire, ma la realtà è questa. E non è virtuale.

Francesco Cori, Ceo e socio fondatore di Virtualup

Francesco Cori, Ceo e socio fondatore di Virtualup


Francesco Cori, come nasce Virtualup e di cosa vi occupate?
“Virtualup nasce nel 2020 da un’idea mia e di mio figlio Carlo, anche lui Ceo e socio fondatore dell’azienda. Dopo aver lavorato per circa venti anni nel mondo 3D, abbiamo voluto creare insieme una startup che fornisse servizi attraverso la realtà aumentata, la realtà virtuale e il metaverso. Poi solo più recentemente siamo passati a sviluppare internamente anche dei dispositivi elettronici che ci permettono di ottimizzare la realtà aumentata e virtuale per poter fornire servizi aggiuntivi”.

Cosa significa per una startup giovane come la vostra essere selezionati per lo Smau di Milano?
Devo essere sincero: quando dallo Smau ci hanno comunicato che avevamo vinto, personalmente pensavo ci avessero inserito semplicemente tra le aziende preselezionate. Poi ci hanno richiamato spiegandoci che avevamo capito male e che avevamo vinto proprio la partecipazione al Salone di Milano (ride, ndr.). Non ce l’aspettavamo, ma siamo davvero contenti perché lo Smau rappresenta una straordinaria opportunità per una startup come la nostra di entrare in contatto diretto con le grandi realtà aziendali nazionali”.

Voi nascete nel 2020 e in solo tre anni siete stati selezionati per partecipare allo Smau. Qual è la chiave di questo successo?
“Sicuramente il fatto di aver sviluppato un sistema dettagliato di realtà aumentata in cui tutte le varie ambientazioni sono accessibili direttamente dal cellulare. Chiaramente siamo in grado di sviluppare anche i visori, ma preferiamo far girare la realtà aumentata sui telefonini perché, al contrario dei visori, ce li hanno tutti. Penso sia questa la vera chiave di volta che ci ha permesso di essere selezionati per partecipare allo Smau di Milano”.

Il team di Virtualup

Il team di Virtualup


Quindi il vostro obiettivo è rendere la realtà aumentata e virtuale accessibile per tutti?
“Proprio così. Chiaramente non siamo i soli ad aver portato la realtà aumentata sul telefono, ma noi siamo riusciti a portare sul cellulare strutture di grandi dimensioni con peso importante anche in termini di megabyte. Questo perché il sistema che abbiamo sviluppato attinge da alcune piattaforme in cloud e utilizza tutte le risorse del telefono senza però scriverci niente all’interno, quindi senza nemmeno pesare sulla memoria del dispositivo. Tutto ciò fa sì che qualsiasi telefono che abbia una connessione dati riesca a navigare fluidamente attraverso strutture di realtà aumentata molto grandi. Il vantaggio di questo sistema è proprio che quasi tutti i cellulari riescono a utilizzare le nostre applicazioni”.

Cosa porterete ai padiglioni di Milano?
“Una selezione dei nostri prodotti e servizi migliori. Sicuramente ci sarà “Safety AR”, la nostra app in realtà aumentata per la formazione del personale sulla sicurezza aziendale già adottata da società e imprese su tutto il territorio nazionale. Ci sarà poi “Cantiere 4.0”, ovvero un sistema di controllo e gestione dei cantieri che abbiamo sviluppato dove l’intelligenza artificiale si fa carico della logistica, del posizionamento degli operai e della loro sicurezza quando si trovano vicino a macchine operatrici avvertendoli in caso di pericolo. Il sistema è inoltre progettato per apprendere informazioni nel tempo e imparare, quindi in un futuro prossimo potrà anche prevedere le criticità cui si andrà incontro in un cantiere”.

E invece da un punto di vista professionale e umano cosa vi aspettate da questa partecipazione allo Smau?
“Ci aspettiamo un networking proficuo. Una delle principali difficoltà che incontriamo oggi è parlare con le grandi aziende nazionali. A Milano avremo invece la possibilità di contattare direttamente tutte le grandi aziende che possono beneficiare delle nostre strutture e dei nostri servizi. In breve, di conoscerle e di farci conoscere”.

Francesco e Carlo Cori, ceo e soci fondatori di Virtualup

Francesco e Carlo Cori, ceo e soci fondatori di Virtualup


Smau a parte, collaborate con altre realtà del viterbese?
“Sì, in particolar modo con l’università della Tuscia. Per l’ateneo viterbese abbiamo realizzato un sistema digitale informativo di infopoint, accessibile ventiquattro ore al giorno, i cui contenuti possono essere cambiati dall’università in qualsiasi momento: attraverso la realtà aumentata si vedono infatti dei personaggi come ologrammi che escono da questi infopoint e forniscono ogni sorta di informazione ai fruitori. Sempre per l’Unitus abbiamo poi realizzato la scansione di tutti i libri antichi conservati dall’ateneo e li abbiamo strutturati in un’unica piattaforma digitale”.

Avete portato avanti anche progetti comuni con l’Unitus?
“Insieme all’Università della Tuscia abbiamo sviluppato un sistema sulla sicurezza sul lavoro che abbiamo già installato presso quasi una ventina di aziende: si tratta fondamentalmente di pittogrammi in realtà aumentata, di cui abbiamo l’esclusiva, che informano e formano i lavoratori sulle attività che andranno a svolgere con particolare attenzione al tema della sicurezza”.

Secondo la sua esperienza, la Tuscia è un ambiente fertile per lo sviluppo delle startup?
“Credo di sì, e lo dimostra il fatto che il nostro è un territorio molto ricco di startup. Per quanto riguarda il nostro settore, ci sono tante aziende nella provincia di Viterbo ognuna delle quali fa qualcosa che le altre non fanno. Da questo punto di vista possiamo dire di essere complementari. E poi c’è il fatto che una delle più grandi aziende italiane nel settore della realtà aumentata è Skylab di Tarquinia…”.

In questi ultimi anni si sente sempre più parlare di realtà aumentata, intelligenza artificiale e metaverso. Eppure solamente in pochi sanno cosa effettivamente siano, altri ancora ne sono addirittura spaventati. Come cambierà la società nei prossimi anni grazie e quali sono i vantaggi che questi settori possono portare?
“Faccio un esempio. Tutte le più grandi aziende nazionali, come Leonardo, Ansaldo e Ferrovie dello stato, stanno passando al Bim che è un sistema di progettazione diverso dal più tradizionale e conosciuto Autocad: grazie al Bim si possono infatti realizzare dei progetti che contengono delle informazioni, che a loro volta vengono integrate in un sistema di geolocalizzazione. Facciamo ora l’esempio di un cantiere per l’adeguamento di un’autostrada, dove quindi c’è bisogno di diversi progettisti, ognuno per il proprio ambito: grazie al Bim, che si avvale dell’intelligenza artificiale, i vari progetti realizzati dai diversi professionisti convergono in una sola struttura digitale che permette in ogni momento di avere il polso complessivo della situazione e di tenerla sotto controllo. Non solo. Grazie all’intelligenza artificiale, il sistema è in grado di predire eventuali criticità permettendo dunque all’uomo di prendere in anticipo le dovute contromisure. Ecco a cosa serve quindi l’intelligenza artificiale: a fare prima e senza errori, perché gli errori sono costosi, pericolosi e allungano i tempi”.


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