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“Siamo preoccupati per l’invasione delle cimici sui Monti Cimini, mai così tante come quest’anno…”

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Viterbo – “Siamo preoccupati per l’invasione delle cimici sui Monti Cimini, mai così tante come quest’anno. È un allarme che c’è da diverse settimane quando la cimice ha attaccato il frutto della nocciola sugli alberi. Sono una specie molto prolifica e stanno aumentando notevolmente nel territorio”.  Il presidente di Confagricoltura Remo Parenti racconta così un fenomeno che in queste ultime settimane sta colpendo il territorio della Tuscia. Si tratta dell’eccessiva presenza delle cimici asiatiche sul territorio, che finisce per compromettere i raccolti, in particolare quello della nocciola. 


Remo Parenti

Remo Parenti


“La cimice asiatica si trova quest’anno un po’ su tutti i territori dei Monti Cimini – spiega il presidente di Confagricoltura -. Il caldo potrebbe sicuramente essere una causa di questa eccesiva prolificazione. Difatti siamo ai primi di ottobre e le temperature sono alte per il periodo. Gli insetti con questo caldo lavorano e si riproducono con molta più facilità. Tra gli altri fattori c’è anche la possibilità che ormai le cimici asiatiche si siano adattate al nostro clima. Probabilmente sono arrivate insieme a merci e prodotti agricoli su container e poi qui hanno trovato le condizioni ideali. Hanno invaso un po’ tutto il paese, da nord a sud. A nord, in particolare in Romagna, è già qualche anno che hanno colpito i frutteti. E poi piano piano sono arrivate qui. La loro presenza non è nuova nella Tuscia. Ma mai come quest’anno”.


Invasione di cimici sui Monti Cimini

Invasione di cimici sui Monti Cimini


Una vera e propria calamità per gli agricoltori. E si guarda anche alle possibili soluzioni. “Ci potrebbe essere un modo per contrastare la loro eccessiva presenza – aggiunge il presidente di Confagricoltura -. Nel nord Italia stanno provando con l’antagonista biologico, la vespa samurai, che potrebbe controllare l’eccessiva prolificazione. Nel viterbese e nel Lazio non è stata ancora iniziata questa pratica. Si sta aspettando il via libera dagli uffici competenti della nostra regione. Credo comunque che ci sia bisogno quanto prima di un intervento nella Tuscia. Fino all’anno scorso non c’erano stati attacchi così virulenti, quest’anno invece la situazione è preoccupante”.

“Nei nostri territori a risentirne – conclude il presidente di Confagricoltura – è stata in particolare la nocciola. Ma la cimice può attaccare anche l’ortofrutta, il grano, i cereali, le olive”.


Invasione di cimici sui Monti Cimini

Invasione di cimici sui Monti Cimini


E a parlare sono anche le immagini, come quelle segnalate dall’agricoltrice Antonella Ruzzi. Foto e riprese di qualche giorno fa a Carbognano, Caprarola, Fabrica di Roma, Vignanello, Lago di Vico. 

“L’allarme per le cimici esiste. Quest’anno è una cosa esagerata. Non sono solo più nelle campagne ma anche nei centri abitati. Ci sono persone che a Carbognano le hanno ritrovate in maniera massiccia anche nei panni che avevano steso nel loro giardino. Non sono riuscite a eliminarle sgrullando i panni e quindi hanno dovuto usare l’asciugatrice. – spiega Antonella Ruzzi -. È una situazione quasi invivibile. In minima parte le cimici c’erano anche l’anno scorso, ma mai come quest’anno. Non riusciamo a controllarle. A essere attaccate in particolare sono state le nocciole. Io ho due aziende, una a Carbognano e una a Caprarola, e sto vivendo questo problema proprio sulla mia pelle. Io sono un’agricoltrice che ha sempre fatto la lotta integrata e quindi ho seguito un disciplinare. L’anno scorso avevo un 2/3% di nocciole colpite sul campione consegnato, quest’anno sono arrivata ad avere un 19%”. 


Invasione di cimici sui Monti Cimini

Invasione di cimici sui Monti Cimini


“Nell’azienda che ho a Caprarola, sul lago di Vico, ho trovato meno percentuale di cimiciato rispetto alla zona di Carbognano – conclude Antonella Ruzzi -. Ma comunque l’ho trovato e gli altri anni non c’era mai stata la loro presenza su questi territori. Quindi la cimice è arrivata anche sul lago di Vico. Per me è una calamità naturale. Va però sottolineato che questo problema non è soltanto legato alla corilicultura, bensì è un problema generale e non soltanto della nostra zona”. 

Maurizia Marcoaldi


Video: Invasione di cimici sui Monti Cimini


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