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A spasso col Covid invece di stare a casa in quarantena, assolto ventenne a processo per violazione di isolamento

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Carabinieri - Immagine di repertorio

Carabinieri – Immagine di repertorio

Vincenzo Dionisi

Vincenzo Dionisi

Acquapendente – (sil.co.) – Sottoposto a quarantene in quanto risultato positivo al virus Covid-19 , un ventenne, invece di stare chiuso in casa a fare la convalescenza e non infettare in giro, si è fatto sorprendere dai carabinieri di Acquapendente in località Pineta, all’interno del parcheggio di una casa di riposo.

Era un sabato, il 22 gennaio 2022, quando i militari lo hanno denunciato a piede libero per violazione delle stringenti restrizioni previste durante l’emergenza Covid dalla normativa anti pandemia per chi risultasse positivo al tampone.

Fatto sta che il giovane, classe Duemila, ha rischiato una condanna penale per inosservanza dei provvedimenti emessi dall’autorità sanitaria. Peccato che non sia risultato agli atti quale destinatario di un provvedimento d’isolamento.

Assistito dall’avvocato Vincenzo Dionisi, giovedì il 23enne è comparso davanti al nuovo giudice monocratico Giovanna Camillo che, sentita la difesa, ha assolto l’imputato con la formula più ampia ovvero perché il fatto non sussiste.

“Negli atti non risulta esserci il provvedimento dell’autorità sanitaria – spiega l’avvocato Dionisi, che ha sollevato la questione durante la discussione – di conseguenza nessuna comunicazione risulta inviata sulla quarantena obbligatoria e sul divieto di mobilità dalla propria abitazione“.

In pratica, pur essendo positivo al Covid, l’imputato non era stato informato, all’atto pratico, delle restrizioni che avrebbe dovuto rispettare fin quando il tampone non fosse risultato negativo.

“La carenza del provvedimento dell’autorità sanitaria . ribadisce il legale – ha fatto sì per il mio assistito che l’essersi allontanato dalla propria abitazione non ha dato luogo a nessun reato”.


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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