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Padova – (sil.co.) – Stadio Euganeo, inchiesta chiusa per nove indagati tra cui l’imprenditore viterbese Elio Scirocchi. È la vicenda del cantiere sotto sequestro dall’8 novembre 2022 al primo febbraio 2023.
Processo dunque più vicino, dopo la chiusura dell’inchiesta che vede coinvolto l’ingegnere Elio Scirocchi, l’imprenditore 56enne di Blera indagato dalla procura di Padova nell’ambito delle indagini della finanza sui lavori di restyling dell’impianto sportivo del capoluogo veneto.
Grazie alle intercettazioni, nel frattempo, è spuntato un grave infortunio sul lavoro, nascosto per mesi, che avrebbe potuto avere un esito tragico. Per questo tra gli indagati ci sono anche tre dipendenti della Tecnoedil, l’impresa che aveva avuto il subappalto dalla Esteel di Scirocchi.
Nove in tutti gli indagati, sette persone fisiche e due società. Tra loro Elio Scirocchi, già legale rappresentante di Esteel fino al 18 novembre 2022, impresa che nel dicembre 2020 aveva vinto la gara d’appalto poi revocata nei mesi scorsi.
Gli altri sono: l’impresario Giovanni Vattiato, 44 anni di Erbusco (Brescia) titolare di Tecnoedil che aveva avuto il subappalto di fatto dell’intervento; i due funzionari del comune, l’architetto Stefano Benvegnù, responsabile del servizio edilizia all’epoca dei fatti e fino a maggio rup (responsabile unico del procedimento), e il geometra-architetto Giacomo Peruzzi, all’epoca direttore dei lavori. A questi si aggiungono i tre dipendenti di Tecnoedil, tutti bresciani, Maurizio Norbis, 51enne, Claudio Pasinelli, 46, e Ledian Xoxi, 40 anni.
Citate nella veste di responsabili civili le imprese Esteel con sede a Roma e Tecnoedil con quartiere generale a Capriolo in provincia di Brescia.
I reati contestati a vario titolo sono turbativa d’asta, subappalto illecito, cooperazione in lesioni colpose gravi commesse in violazione delle norme in materia di sicurezza sul lavoro, favoreggiamento.
Più pesante la posizione di Scirocchi, che aveva vinto l’appalto non tanto per il ribasso rispetto alla base d’asta (per un importo di 4.701.195 euro), quanto per il dimezzamento dei tempi di intervento da 550 giorni, come indicato nei progetti, a 275. Un intervento che prevedeva la costruzione di un nuovo palazzetto per il basket, di un palazzetto polifunzionale e soprattutto della curva sud dello stadio in grado di accogliere 3.200 tifosi. Il cronoprogramma non sarebbe stato rispettato fin da subito, nonostante il rup Benvegnù avesse chiesto rassicurazioni durante la gara.
Secondo l’accusa, Scirocchi avrebbe esibito una capacità imprenditoriale che non corrispondeva alla realtà. L’inizio dei lavori era programmato per il 18 novembre 2020 mentre, con atto firmato da Scirocchi e dai due tecnici comunali, il cantiere è consegnato solo il 16 dicembre. Dal “giornale dei lavori” risulta che Esteel allestisce il cantiere il 25 gennaio 2021; poi il primo lavoratore è registrato il 9 marzo. Esteel non ce la fa e si rivolge a Tecnoedil con la quale sigla un contratto il 21 maggio 2021.
Tuttavia quest’ultima impresa non aveva i requisiti per svolgere i lavori in subappalto priva com’era del certificato antimafia che richiede una complessa procedura e una serie di controlli. Ecco che allora il subappalto viene mascherato con contratti di subaffidamento che necessitano solo di una comunicazione alla stazione appaltante, cioè il Comune, non potendo andare oltre i 100 mila euro. Di subappalto illecito sono accusati (con Scirocchi e Vattiato) anche i due tecnici comunali che avrebbero omesso i controlli senza mai obiettare né chiedere la risoluzione del contratto di fronte agli illeciti di cui sarebbero stati consapevoli.
Tra gli indagati per lesioni colpose gravi, oltre al datore di lavoro (Vattiato), c’è pure l’operaio (Pasinelli) che avrebbe accettato di insabbiare l’infortunio di cui era stato vittima fornendo tanto allo Spisal quanto al pronto soccorso, dove era stato trasferito in serie condizioni, una ricostruzione dell’accaduto difforme dalla realtà.”Sono caduto sui gradoni della curva”, aveva detto, nonostante una serie di fratture e la prognosi di 60 giorni. Invece sarebbe stato agganciato per errore alla cintura dei pantaloni dal gancio di un gru gestita da un collega (Norbis) senza il patentino richiesto dalla legge, quindi librato in aria per diversi metri prima di staccarsi e piombare sul cemento. E un collega testimone (Xoxi) aveva avallato quella versione taroccata.
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
