- Viterbo News – Viterbo Notizie – Tusciaweb – Tuscia News – Newspaper online Viterbo – Quotidiano on line – Italia Notizie – Roma Notizie – Milano Notizie – Tuscia web - https://www.tusciaweb.eu -

Truffa del pellet online, condannato in via definitiva 44enne originario di Tarquinia

Condividi la notizia:


Carabinieri

Carabinieri

Viterbo – Truffa del pellet via Internet, bocciato dalla cassazione il ricorso di C.P.. Si tratta di un pregiudicato 44enne originario di Tarquinia, noto alle cronache giudiziarie locali per fatti analoghi, finito al centro di un’inchiesta dei carabinieri di Magliano Sabina e poi condannato dal tribunale di Rieti e dalla corte d’appello di Roma con l’accusa di far parte di un’associazione a delinquere finalizzata alla truffa.

Il 44enne ha presentato ricorso contro la sentenza con cui, il 14 luglio 2022, la corte d’appello di Roma ha confermato la sentenza di primo grado con cui il 26 maggio 2020 il tribunale di Rieti lo ha condannato alla pena di giustizia per un cospicuo numero di truffe ai danni di acquirenti di pellet, truffe eseguite nell’ambito di una vicenda associativa posta in essere da parte di un gruppo criminale preesistente e separatamente giudicato.

L’attività illecita è stata scoperta nel 2015 dai carabinieri della stazione di Magliano Sabina, i quali hanno accertato in un arco temporale che va dall’aprile 2014 al febbraio 2015, ben 54 episodi fraudolenti con l’indebito incasso di oltre 150mila euro. 

La tecnica sarebbe stata quella di creare appositi siti web sui quali vendere il pellet a prezzi molto concorrenziali. I clienti attraverso la rete seguivano il percorso indicato dagli stessi siti per l’acquisto del combustibile versando le somme richieste attraverso carta di credito, postepay o paypall, su un conto corrente specifico con la promessa della consegna del combustibile ad accredito avvenuto, cosa che puntualmente non avveniva.

 Il giudizio di responsabilità dell’imputato – si legge nelle motivazioni della sentenza dello scorso 20 giugno – “è basato sulla disponibilità del conto corrente a lui intestato e della documentazione necessaria al suo utilizzo da parte del correo per porre in essere le truffe contestate nel capo di imputazione”.

Oltre al 44enne fu indagato, nell’ambito della stessa vicenda un sessantenne di Magliano residente a Fabrica di Roma, mentre il 17 ottobre 2016 finì aglo arresti domiciliari con l’accusa di essere il promotore e organizzatore un pluripregiudicato all’epoca 63enne, anche lui originario della provincia di Viterbo, domiciliato all’epoca a Santa Marinella, condannato in primo grado dal tribunale di Rieti, il 21 giugni 2017, a anni 4 e mesi 8 di reclusione per associazione per delinquere finalizzata alla truffa. 

“Senza dubbio – viene sottolineato nelle motivazioni della sentenza dello scorso 20 giugno, pubblicate il 29 settembre – la collocazione temporale della ‘messa a disposizione’ di C.P.  è di per sé significativa (poiché avvenuta a seguito del decesso della precedente ‘testa di legno’) poiché dimostra la necessità, per chi si era avvalso fino a quel momento (inizio 2015) di uno ‘schermo’ per dissimulare la propria attività, di reperire un altro soggetto disponibile ad assumersi la funzione, essenziale ai fini della prosecuzione della truffa”.

E ancora: “Che tale disponibilità fosse stata trovata in C.P. è dimostrato da due elementi: da un lato il rinvenimento dell’Iban e dei codici d’accesso al conto corrente aperto dall’imputato presso il domicilio del coimputato e, dall’altra, della constata circolazione su tale conto di proventi delle truffe con correlati prelievi effettuati con il bancomat appoggiato sul conto, ad incontrovertibile conferma della necessaria consapevolezza e collaborazione da parte dell’imputato”.


Condividi la notizia: