- Viterbo News – Viterbo Notizie – Tusciaweb – Tuscia News – Newspaper online Viterbo – Quotidiano on line – Italia Notizie – Roma Notizie – Milano Notizie – Tuscia web - https://www.tusciaweb.eu -

Al centro commerciale urla a un poliziotto: “Mi hai stuprato dieci volte”

Condividi la notizia:


Viterbo - La polizia in centro

Viterbo – La polizia in centro

Viterbo –  (sil.co.) – “Ecco il simpaticone dell’altra volta”. Poi gli avrebbe urlato in mezzo alla folla: “Tu mi hai anche stuprato, dieci volte”. 

Così il 25 febbraio 2019 un pusher arrestato poco tempo prima per spaccio ha apostrofato un ispettore della squadra mobile, che era in servizio in borghese con altri due agenti della questura presso uno dei centri commerciali del capoluogo. È sotto processo per oltraggio a pubblico ufficiale.

Non contento, ottenuta l’attenzione del poliziotto in abiti civili dandogli del “simpaticone”, avrebbe cominciato a inveire, urlando nei suoi confronti: “Tu mi hai anche stuprato, dieci volte”. È finito a processo per oltraggio a pubblico ufficiale e rifiuto di declinare le proprie generalità. 

La situazione è precipitata quando gli agenti della mobile gli hanno chiesto i documenti per identificarlo e lui si è rifiutato. “Lo abbiamo condotto in caserma, mentre parlava al telefono con la sua avvocatessa che lo ha convinto a fornire le sue generalità e i documenti, ma è stato comunque deferito per rifiuto delle generalità e oltraggio a pubblico ufficiale”, ha spiegato l’ispettore che è anche parte offesa.

“Mentre urlava all’interno del centro commerciale che lo avevo stuprato dieci volte, con me e anche i colleghi tutti in borghese, si voltavano tutti a guardare perplessi, non riuscendo a capire chi fossimo e cosa stesse accadendo”. Lui stesso avrebbe scoperto l’arcano solo successivamente in questura: “Quando ho scoperto il nome, mi sono ricordato che qualche tempo prima era stato arrestato per spaccio dal personale delle volanti e che una volta condotto in caserma, mi chiamarono.

L’imputato potrà fornire la sua versione al giudice in primavera prima della sentenza.


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


Condividi la notizia: