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Assenteismo al servizio psichiatrico, prove ammesse e Asl parte civile contro i dieci dipendenti imputati

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Viterbo - La cittadella della salute

Viterbo – La cittadella della salute


Viterbo – Assenteismo al servizio psichiatrico, prove ammesse e Asl parte civile contro i dieci dipendenti imputati. 

Sono i dieci imputati del filone “psichiatrico” per i quali ieri, dopo quasi un anno, si è celebrata l’udienza di ammissione prove rinviata lo scorso 21 dicembre e poi di nuovo il 1 marzo a causa del difetto di notifica del decreto di citazione a giudizio a uno degli imputati, che finalmente è risultato sanato.

È uno dei processi ai presunti dipendenti furbetti in cui si è costituita parte civile la Asl, la cui difesa, ieri mattina, ha prodotto al collegio una serie di articoli di stampa che, a suo dire, sarebbero “la riprova del danno d’immagine”. Nel frattempo anche l’avvocato Roberto Massatani, che assiste invece quattro degli imputati, ha depositato copiosa documentazione a discolpa.

Perché il dibattimento entri nel vivo, con l’ascolto dei tre testimoni dell’accusa, bisognerà però aspettare oltre un anno. Le prime due udienze “vere” del processo, infatti, sono state rinviate a novembre e dicembre 2024, quando potrebbero essere sentiti anche gli imputati che vogliano lasciarsi interrogare o fornire comunque una propria versione.

Più complicato sarà calendarizzare le udienze per l’audizione dei testimoni delle difese, le cui liste sono state già giudicate “sovrabbondanti” dai giudici del collegio, che si sono riservati di ridurne il numero all’esito dell’audizione del testi della procura. Ma, come detto, se ne riparlerà fra oltre un anno.

L’11 ottobre 2018 furono sospesi in quattro, tre medici e un’assistente sociale, tutti in servizio presso il Dipartimento salute mentale della Cittadella della salute, in seguito all’indagine per truffa aggravata e falsa attestazione in servizio avviata a dicembre dell’anno precedente dalla procura della repubblica di Viterbo. Fece scalpore l’indiscrezione secondo cui uno dei sanitari si sarebbe recato alle terme durante l’orario di lavoro.  

Tra il 2016 e il 2018, in tre distinte inchieste, sono stati circa una trentina i presunti assenteisti colpiti da provvedimenti di natura penale. Oltre ai tre dottori e all’assistente sociale in forza al servizio psichiatrico, la ventina di indagati del centro trasfusionale dell’ospedale di Belcolle dei quali si è saputo a fine gennaio 2017 e i tre medici di guardia assenteisti di Vetralla, due uomini e una donna, sospesi all’inizio di ottobre 2018.


L'avvocato Roberto Massatani

L’avvocato Roberto Massatani


Le accuse 

I dieci imputati devono rispondere, a vario titolo, di peculato, truffa e per l’appunto assenteismo, in quanto si sarebbero allontanati dai rispettivi uffici durante l’orario di lavoro. Altri due indagati, due medici, sono stati rinviati a giudizio il 27 ottobre 2022. Facevano parte del gruppo dei 17 indagati del secondo troncone dell’inchiesta. Gli viene contestato l’articolo 55 quinquies del Testo unico sul pubblico impiego, relativo ai “lavoratori dipendenti di una pubblica amministrazione che attestano falsamente la propria presenza in servizio, mediante l’alterazione dei sistemi di rilevamento della presenza o con altre modalità fraudolente, ovvero giustifica l’assenza dal servizio mediante una certificazione medica falsa o falsamente attestante uno stato di malattia”.

Silvana Cortignani


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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