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Prima assolto e poi condannato per il femminicidio di Sestina Arcuri, Andrea Landolfi davanti alla cassazione

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Ronciglione – (sil.co.) – Giallo di Ronciglione: fu femminicidio o incidente? Oggi è il giorno della cassazione per Andrea Landolfi, il pugile e operatore sociosanitario romano 33enne assolto in primo grado dall’accusa di omicidio volontario e condannato a 22 anni in appello per il femminicidio della fidanzata Maria Sestina Arcuri, la parrucchiera 26enne di Nocara precipitata dalle scale di casa della nonna dell’imputato la notte tre il 3 e il 4 febbraio 2019. L’udienza è prevista alle dieci di questa mattina, la sentenza potrebbe arrivare nel tardo pomeriggio. 


Andrea Landolfi e Maria Sestina Arcuri

Andrea Landolfi e Maria Sestina Arcuri


Innocente come deciso dalla corte d’assise del tribunale di Viterbo oppure colpevole come stabilito dalla corte d’assise d’appello di Roma? Spetterà alla suprema corte l’ultima parola sul futuro del pugile romano 33enne, assolto in primo grado il 19 luglio 2021 e condannato a 22 anni di reclusione il 21 dicembre 2022 in appello per l’omicidio della fidanzata 26enne. Gli ermellini potrebbero annullare la sentenza di secondo grado, con o senza rinvio ad altra sezione della corte d’appello per un nuovo giudizio, oppure riformare la sentenza, oppure ancora confermare la condanna a 22 anni di reclusione, nel qual caso per Landolfi si aprirebbero le porte del carcere. 

La giovane, con cui conviveva da tre mesi, è morta a Belcolle due giorni dopo essere caduta dalle scale di casa della nonna Mirella Iezzi, in via Papirio Serangeli a Ronciglione, la notte tra il 3 e il 4 febbraio 2019.

Per i giudici della corte d’assise del tribunale di Viterbo, che ha dato ragione ai difensori Daniele Fabrizi e Serena Gasperini, la coppia è rotolata per le scale in seguito a un malaugurato incidente.

Un omicidio volontario commesso da Landolfi alla presenza del figlioletto, che all’epoca aveva 5 anni, con la copertura della nonna per la corte di assise di appello di Roma, che lo ha condannato a 22 anni lo scirso 21 dicembre, condividendo appieno la tesi  del pm Franco Pacifici e del difensore di parte civile Vincenzo Luccisano, secondo cui avrebbe volutamente lanciato di sotto Maria Sestina con l’intento di ucciderla.

Ai familiari della vittima, parte civile con l’avvocato Vincenzo Luccisano, sono stati assegnati in secondo grado 300mila euro di provvisionali: 100mila euro per ciascuno dei genitori, 50mila euro per ciascuno dei due fratelli.


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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