Andrea e Nicola Longhi davanti alla Vela di Calatrava
Viterbo – Dalla Tuscia in tutta Italia. L’impresa di due giovani ragazzi della provincia di Viterbo si afferma come una delle più importanti realtà italiane nel settore dell’edilizia.
In sostituzione dei ponteggi, l’edilizia su fune è una tecnica “green” che permette tempestività e rapidità d’intervento, riducendo i costi ed eliminando la burocrazia.
Andrea e Nicola Longhi davanti alla Vela di Calatrava
Andrea e Nicola Longhi classe 1990 sono originari del comune di Nepi e si formano entrambi nella provincia di Viterbo, Andrea presso l’istituto tecnico tecnologico Leonardo da Vinci e Nicola presso l’istituto tecnico commerciale Fabio Besta di Civita Castellana.
Un intervento di Edilizia Alternativa
L’idea di Edilizia Alternativa nasce proprio dall’intuizione di Andrea Longhi che, dopo il percorso di studi tecnici, decide di aprire una propria azienda specializzata nell’edilizia su fune, un settore che circa 10 anni fa era ancora poco sviluppato e con un notevole margine di crescita.
Infatti a distanza di pochi anni l’azienda conta più di 100 dipendenti e collaboratori e 4 sedi sparse per il centro-nord Italia: Roma, Bologna, Firenze e Cesena.
Il progetto è quello di svilupparsi sull’intero territorio nazionale portando le proprie competenze e la propria professionalità in ogni regione italiana.
Un intervento di Edilizia Alternativa
Per entrambi il successo della loro azienda è la positività con cui superare le varie sfide che si sono trovati ad affrontare, innovando sempre senza fermarsi mai, nella ricerca dell’ottimizzazione dei vari processi aziendali. Per realizzare tutto ciò ci vuole una dedizione al lavoro e il rispetto dei valori trasmessi dai genitori Giuseppina e Palmiro, che con il loro esempio di una vita laboriosa e umile, hanno trasferito ai figli quegli stessi valori che Andrea e Nicola negli anni hanno cercato di trasmettere ai loro dipendenti.
Nicola Longhi
Nicola Longhi, direttore commerciale di Edilizia Alternativa (edilizialternativa.it), spiega come l’azienda sia cresciuta: “Ad oggi l’impresa riesce ad eseguire mediamente 80 cantieri al mese, dispone di 25 squadre operative e comprende 85 operatori. Sospeso su due funi l’operaio specializzato lavora su una corda principale e una di sicurezza. Così, nel caso in cui si verifichino problemi alla prima, quella di lavoro, la seconda assicura l’operatore impedendone la caduta. Entrambe sono fissate su ancoraggi che vengono individuati da personale qualificato.
L’edificio su cui si interviene deve essere provvisto di svariati punti solidi e robusti, ai quali saranno agganciate le corde che serviranno per calarsi fino al punto interessato. Il sistema di fissaggio si chiama “sistema di linea vita” o anti-caduta. Installato sulla copertura dell’edificio, si compone di una serie di cavi d’acciaio tesi, a loro volta caratterizzati da ancoraggi collegati direttamente alla struttura dell’immobile”.
Un modo nuovo e innovativo di intervenire sulla edifici
“L’operatore, quindi, non è più appoggiato su un ponteggio – spiega Nicola Longhi -. Niente più camion elevatori, telai e piattaforme. Questi aspetti riducono enormemente anche l’impatto ambientale rispetto all’edilizia tradizionale che prevede l’utilizzo di macchinari spesso inquinanti sia da un punto di vista di emissioni di CO2 in atmosfera che di inquinamento acustico.
Un intervento di Edilizia Alternativa
Pensiamo, ad esempio, al rumore emesso da un camion gru che rimane acceso ore per espletare tutte le attività di carico e scarico di ponteggi e attrezzature varie. La sostenibilità ambientale è un obbiettivo primario per Edilizia Alternativa, considerando alcuni dati importanti: un camion diesel sopra le 3,5 tonnellate emette circa 600 – 700 grammi di CO2 per chilometro percorso, mentre un grande Tir, carico al 55%, supera il chilo di CO2 per chilometro, tanto quanto dieci automobili di media grandezza.
Le squadre, debitamente formate, si calano dall’alto dell’edificio attraverso le funi e raggiungono il punto dove operare, a qualunque altezza, eseguendo l’intervento stando sospesi. Oltre alla corretta realizzazione dell’opera, grazie a questa tecnica, spesso si riescono a superare quelle difficoltà di ordine burocratico legate all’impiego dei ponteggi, che l’edilizia “tradizionale” vive quotidianamente e che allungano i tempi di intervento, portando ad un inevitabile innalzamento dei costi. Il vantaggio principale adottando la tecnica su fune è quello più prezioso: il tempo”.
Infatti assemblare impalcature e rimuoverle, specialmente su un edificio di notevole altezza, è un’operazione lunga che porta ad un aumento del tempo di realizzazione e quindi, inevitabilmente, ad un incremento dei costi. Di conseguenza, grazie all’edilizia su fune, si riduce la spesa del cantiere, tenendo sempre in considerazione il contesto in cui si opera. In base a quest’ultimo aspetto, infatti, il prezzo può variare molto, viste le differenze morfologiche degli edifici.
“Altro aspetto positivo , che ha fatto crescere vertiginosamente le richieste delle nostre squadre (+ 150% negli ultimi anni) – dice infine Nicola Longhi -, è la tempestività con cui possono entrare in azione, anche per interventi urgenti di manutenzione straordinaria o di messa in sicurezza”.





