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“Sono entrati in quattro e ci hanno puntato la pistola addosso, in casa c’era anche il nostro nipotino di appena 4 anni…”

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Vignanello – “Sono entrati in quattro, armi in pugno e ci hanno intimato di consegnare soldi, gioielli e preziosi. Hanno urlato ‘Questa è una rapina, dateci tutto’. In casa c’era anche il nostro nipotino di 4 anni, anche per questo non abbiamo opposto resistenza”. Nelle parole dell’imprenditore Amedeo Orsolini, vittima di una rapina a mano armata giovedì sera assieme alla sua famiglia, c’è la consapevolezza dell’enorme rischio corso ma anche, nonostante il grande spavento, di come le cose siano fortunatamente finite bene. Senza feriti e senza gravi conseguenze per sé e i suoi cari.

Amedeo Orsolini

Amedeo Orsolini


“Erano le 19 di giovedì sera – racconta l’imprenditore -. In casa c’erano mia moglie, mio nipotino e mio genero. Ed è stato in quel momento che quattro uomini che parlavano italiano ma con un accento straniero hanno fatto irruzione. Pochi minuti dopo siamo arrivati anche io e mia figlia”. I malviventi sarebbero entrati scavalcando la recinzione della villa in località Centignano, a Vignanello, dove gli Orsolini vivono.

“Eravamo nella sala da pranzo, ci hanno puntato le pistole addosso e si sono fatti consegnare tutto quello che avevamo. Siamo stati da subito collaborativi, abbiamo dato loro ciò che chiedevano. Soldi, orologi e qualche gioiello. Abbiamo anche proposto di cercare ovunque volessero, l’importante era che non ci facessero del male” prosegue.

Un’auto dei carabinieri

Un’auto dei carabinieri


E fortunatamente così è stato. “Lo spavento è stato immenso, specialmente per il più piccolo. Non capiva cosa stava succedendo e ha vissuto degli attimi nel terrore – ricostruisce Orsolini -. Ma nessuno si è ferito, né è dovuto ricorrere alle cure del pronto soccorso successivamente. E questo è l’importante”.

I malviventi, dopo aver fatto razzia, si sono dati alla fuga. “Probabilmente a bordo di un’auto che li stava aspettando fuori. Credo che ci fossero almeno altre due persone fuori”. Un commando armato di circa sei persone, quindi. Sulle cui tracce sono ora i carabinieri.

Sul caso, sia per dare un volto e un nome ai rapinatori, sia per quantificare il bottino, stanno indagando i militari della compagnia di Civita Castellana e quelli del comando provinciale di Viterbo.

Intanto l’imprenditore è pronto a voltare pagina, in attesa che venga fatta giustizia. “La paura è stata tantissima, ma la vita va avanti e noi siamo più convinti che mai a farlo”.

Barbara Bianchi


– Rapinato nella notte Orsolini, l’imprenditore e la moglie minacciati da un gruppo armato


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