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Pavia – Dà in escandescenza a un rito funebre, gli agenti la fermano ma accusa un malore e muore.
Tragedia a Vigevano, vicino Pavia, la mattina del 3 novembre. Una donna ha dato in escandescenza mentre era a un rito funebre.
Stando a una prima ricostruzione dei fatti, la 40enne, affetta da problemi psichici, aveva cominciato a urlare il nome di Allah durante il funerale. Due agenti presenti sul posto avrebbero cercato di tranquillizzarla, ma è stato tutto invano. La donna avrebbe inveito contro i militari che sono stati costretti a bloccarla e ad ammanettarla. Poco dopo avrebbe accusato un malore improvviso.
Soccorsa dal 118, è stata portata in ambulanza all’ospedale di Vigevano, dove è morta.
Indagati i due agenti che l’avrebbero ammanettata per bloccarla. Mercoledì verrà disposta l’autopsia sulla salma della donna all’istituto di medicina legale dell’università di Pavia.
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
