Roma – Pene più severe per i reati contro pubblici ufficiali, stretta contro chi organizza rivolte in carcere e permesso per gli agenti di detenere un’arma privata senza ulteriore licenza. È quanto prevede il nuovo “pacchetto sicurezza” approvato questo pomeriggio dal consiglio dei ministri.
Giorgia Meloni
La presidente Meloni si è detta orgogliosa di questo nuovo pacchetto sicurezza che, stando alle intenzioni del governo, dovrebbe servire a tutelare maggiormente le forze dell’ordine.
Il pacchetto, a quanto si apprende, prevede un aggravamento delle pene nel caso in cui i reati di violenza, minaccia o resistenza a pubblico ufficiale vengano commessi contro agenti di pubblica sicurezza o di polizia giudiziaria. Il pacchetto inserisce un inasprimento delle pene anche per le lesioni cagionate nei loro confronti.
Aumenta la pena anche per chi imbratta beni immobili o immobili in uso alle forze di polizia o ad altri soggetti pubblici nel caso in cui il reato sia commesso con la finalità di “ledere il prestigio o il decoro dell’istituzione”.
Tra i provvedimenti adottati con il nuovo pacchetto sicurezza c’è anche un inasprimento delle pene detentive per chi organizza e partecipa alle rivolte carcerarie con atti violenti o minatori. La condanna può andare dai 2 agli 8 anni per chi organizza la rivolta e da 1 a 5 per chi vi prende parte. Nel caso in cui ci fosse l’aggravante dell’utilizzo di armi, la pena può arrivare anche fino a 10 anni. Un’ulteriore fattispecie di reato punisce poi chi istiga la rivolta, anche dall’esterno del carcere, con scritti diretti ai detenuti.
Il nuovo pacchetto sicurezza prevede inoltre che gli agenti di pubblica sicurezza e delle forze dell’ordine possano detenere un’arma da fuoco privata, diversa da quella d’ordinanza, senza il bisogno di conseguire un’ulteriore licenza. Il che significa che gli agenti potranno avere un’arma anche fuori dal servizio.
Infine sono state inserite nel nuovo pacchetto misure che inaspriscono le pene per chi occupa gli immobili altrui e per chi commette truffe a danno di anziani o di altri soggetti fragili. Inoltre non è più obbligatorio il rinvio dell’esecuzione della pena per le donne in gravidanza o madri di figli fino a tre anni, ma diventa facoltativo in presenza dei requisiti di legge.
