Viterbo – Pubblichiamo il ricordo del giornalista Franco Bucarelli dell’ex segretario di stato americano Henry Kissinger.
– Ci siamo conosciuti a Saigon, durante la guerra in Vietnam e ci siamo rivisti altre due volte a Washington: quando gli americani accolsero la moglie di Sadat ucciso dai terrorisi islamici e tre mesi dopo il disastro delle Torri Gemelle. Era sconvolto, perché nessun organo di sicurezza americano aveva controllato quegli arabi, che, in America, studiavano per diventare piloti.
Da sinistra Henry Kissinger e Franco Bucarelli
Poi, l’ultimo incontro a Gerusalemme, tre mesi dopo la fine della guerra del Kippur. Ci rivedemmo una settimana dopo il conflitto. Mi confidò che Golda Meir lo pregò di aiutare il suo paese, che stava perdendo la guerra contro gli egiziani, per colpa di un’errata scelta politica. Kissinger, mostrando ancora una volta il proprio peso e spessore politico, convinse il governo americano a mandare subito aerei e bombe per fermare il nemico d’Israele.
Per gran parte del secolo scorso, il suo talento di grande diplomatico ha caratterizzato non solo parte della politica estera americana, ma anche quella di altri paesi europei ed asiatici. Nel corso della nostra ultima telefonata, mi predisse che gli americani avrebbero lasciato l’Afghanistan, perché le cose si mettevano male e lui era dispiaciuto, per il fatto che il governo di Washington non aveva ascoltato i suoi consigli.
Kissinger ci ha lasciati in punta di piedi, dopo avere festeggiato con pochi amici, i suoi cento anni. Gli Stati Uniti hanno perso la sua grande saggezza diplomatica. Io un amico eccezionale.
Franco Bucarelli
– È morto l’ex segretario di stato americano Henry Kissinger
