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Lago di Bracciano, acquisite consulenze contro otto ex manager accusati di disastro ambientale

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Il lago di Bracciano a secco nel 2017 - Nel riquadro: Andrea Bossola

Il lago di Bracciano a secco nel 2017 – Nel riquadro: Andrea Bossola


Bracciano – Lago di Bracciano a secco, è ripreso il 26 ottobre al tribunale di Civitavecchia il processo per disastro ambientale, iniziato lo scorso 5 maggio, contro gli allora vertici di Acea Ato 2 per il “netto e repentino calo del livello dell’acqua” del lago di Bracciano, avvenuto nella torrida estate di sei anni fa.

Grafici e immagini fotografiche comparative di prima e dopo la crisi idrica del 2017 sono stati prodotti al processo. Nel corso dell’udienza sono state acquisite le consulenze, alla presenza degli esperti Franco Medici, Paolo Aldo Audisio, Milena Bruno e Mauro Iberite. Nominati dalla procura, hanno riferito di aver condotto, nel tempo, ricerche di carattere scientifico riguardanti il lago di Bracciano. Nella prossima udienza, fissata per il primo febbraio 2024, sarà sentito Mauro Lasagna all’epoca a capo della direzione regionale risorse idriche difesa del suolo e rifiuti.

Tra gli otto imputati c’è anche Andrea Bossola, l’ex presidente di Talete, che all’epoca dei fatti faceva parte del consiglio di amministrazione di Acea Ato 2 mentre attualmente è direttore generale di Ama. Gli altri sette imputati sono Paolo Tolmino Saccani, Giuseppe Baisi, Emanuela Cartoni, Annaclaudia Bonifazi, Stefania Stera, Carmelo Intrisano e Marco Rapo.

Tra le parti civili il Comitato per la difesa del lago di Bracciano, Accademia Kronos, Legambiente, Codici Ambiente. Parte civile anche l’ente di gestione del Parco Naturale Regionale Bracciano-Martignano dai cui uffici, lo scorso 5 maggio, è stato prodotto in aula un dossier per i magistrati in cui si documenta la grave compromissione dell’ecosistema, fornendo dati, grafici e immagini fotografiche comparative (prima e dopo il disastro).

Nel frattempo, secondo il recente report dell’Osservatorio Città Clima di Legambiente, a causa dei cambiamenti climatici, il lago di Bracciano sarebbe al secondo posto in Italia tra quelli maggiormente a rischio dopo il lago di Nemi. 

Il lago di Bracciano, come si legge, è “uno scrigno di biodiversità, custode di importanti habitat di interesse comunitario, specie protette e a rischio, oggetto di numerose pressioni e minacce con l’abbassamento del livello delle acque seguito dall’emersione di ampi tratti di costa, quantificabili per difetto in circa 61 ettari complessivi”.

A distanza di sei anni dai fatti contestati alla società operativa del Gruppo Acea che gestisce il servizio idrico integrato per il Lazio centrale, dal rilevamento del 2 maggio 2023 il livello del lago di Bracciano si sarebbe trovato  97 centimetri al di sotto dello zero, cioè 75 centimetri al di sotto del valore medio del periodo, ovvero non ancora nelle oscillazioni naturali. 

“A sei anni dai fatti – si legge in una nota del comitato per la difesa – mentre al lago manca ancora circa un metro d’acqua per raggiungere il livello dello zero idrometrico corrispondente all’incile del fiume Arrone, non si ha notizia di alcun investimento di Acea Ato 2 sul territorio e sulla rete idrica, se non quella dell’acquisizione del sistema idrico integrato del Comune di Anguillara e di Canale Monterano del 30 settembre scorso”.

“Ringraziamo espressamente il nostro pool di avvocati – Simone Calvigioni, Francesco Falconi, Mario Lepidi Marco Marianello – che in modo del tutto volontario ha condotto ad una battaglia legale che ci ha dato ragione ai livelli più alti, sia dinanzi il tribunale superiore delle acque pubbliche che in cassazione. Ancora una volta ci appelliamo al ministero dell’ambiente a richiedere il risarcimento danni ambientali”.

Silvana Cortignani


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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