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“Mia nipote ha una patologia seria e conclamata, ma la regione le nega il diritto di curarsi”

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Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Egregio direttore, mi domando: ma dove vogliamo arrivare?

Ho letto l’articolo da voi pubblicato il giorno 29 novembre, in merito alla bambina trovata svenuta in piazza del Comune, assistita dall’ambulanza del 118 e portata all’ospedale Belcolle di Viterbo, trovata anche positiva al Covid.

La crisi è dovuta a seguito di un colloquio avuto con la struttura di psichiatria della Cittadella della salute che tiene in cura la bambina, che non si può certamente incolpare di poca attenzione e professionalità, ma allo stesso tempo sono anche loro vittime di questa burocrazia che non le mette in grado di operare come vorrebbero. 

Nel mese di giugno eravate intervenuti dopo l’invio di una lettera aperta al presidente della regione Lazio Francesco Rocca, che non si è degnato neanche di rispondere, né tanto meno di prendere provvedimenti per venire incontro ai disagi dei nostri ragazzi, ai quali si sta negando il diritto di essere curati, così come prevede la nostra carta costituzionale.

La Asl di Viterbo si è attivata per trovare una struttura protetta su tutto il territorio nazionale per il ricovero della bambina, per curare la sua patologia seria e conclamata, ma da mesi trova grosse difficoltà e nel frattempo aumentano le crisi e di conseguenza gli ingressi in pronto soccorso.

Se si dovessero verificare casi estremi (mi auguro proprio di no), questi siano riconducibili in capo alla cattiva gestione sanitaria del Lazio e in particolare a lei, Rocca, che ha tenuto la delega della Sanità.

Non le auguro di doversi portare questa responsabilità nella sua coscienza presidente, una domanda voglio farla a lei direttamente: se si fosse verificato un caso del genere nella sua famiglia come si sarebbe comportato?

Nel caso specifico, nonostante la lettera inviata a lei presidente, l’ospedale di Viterbo continua a non avere in pianta stabile un neuropsichiatra infantile. Di chi è la colpa? Certamente della politica tutta, sia regionale che nazionale, che è capace soltanto a tagliare i fondi sanitari, fregandosene dei diritti dei cittadini di ogni ceto sociale. Di una cosa potete farvene una ragione, io nonno della bambina non smetterò di difendere in primis i diritti di mia nipote, costi quel che costi.

Pietro Vacca


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