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Ronciglione – Morte di Maria Sestina Arcuri, fu femminicidio.
Alle 20,45 di questa sera la lettura della sentenza con cui la cassazione ha rigettato il ricorso della difesa di Andrea Landolfi. Il che fa diventare automaticamente definitiva la condanna di secondo grado con cui la corte d’appello di Roma, a dicembre dell’anno scorso, ha ribaltato l’assoluzione da parte della corte d’assise del tribunale di Viterbo del luglio 2021, infliggendo al pugile e operatore sociosanitario 33enneromano la pena a 22 anni di reclusione per l’omicidio volontario della fidanzata.
A questo punto, per Landolfi potrebbero aprirsi già stasera le porte del carcere.
Per la procura generale della corte di cassazione, che nel pomeriggio di oggi, al termine della discussione, aveva chiesto il rigetto del ricorso, non c’è motivo per mettere in discussione la sentenza d’appello secondo cui Landolfi è responsabile dell’omicidio volontario della fidanzata 26enne Maria Sestina Arcuri, morta all’ospedale viterbese di Belcolle il 6 febbraio 2019, due giorni dopo essere precipitata dalle scale di casa della nonna del fidanzato, a Ronciglione, la notte tra il 3 e il 4 febbraio, dove la coppia stava trascorrendo il weekend col figlioletto di lui di 5 anni e l’anziana.
“Finalmente si mette la parola di fine a questo processo. Sono più di 4 anni che la famiglia sta aspettando questo responso e finalmente ci siamo. Nello stesso tempo c’è grande tristezza per quanto accaduto: non è stato incidente, Maria Sestina è stata uccisa da Landolfi”. Così all’Agi l’avvocato Vincenzo Luccisano, difensore dei familiari di Maria Sestina Arcuri.
Silvana Cortignani
