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Verona – Omicidio Giulia Cecchettin, Turetta confessa e scoppia in lacrime.
Si è svolto questa mattina l’interrogatorio a Filippo Turetta, il giovane 21enne accusato di aver ucciso Giulia Cecchettin. È durato una mezz’ora in carcere a Verona. Trenta minuti di silenzio da parte dell’assassino. Si è avvalso della facoltà di non rispondere alle domande del gip e della pm.
Il legale Caruso ha parlato con il suo assistito circa due ore, seguito all’interrogatorio, e lontano dal carcere ha spiegato che il 21enne si è avvalso della facoltà di non rispondere, ma ha “ritenuto doveroso rendere dichiarazioni spontanee con le quali ha sostanzialmente confermato le ammissioni fatte alla polizia tedesca”. In quelle dichiarazioni (non valide nel procedimento italiano) il 21enne aveva detto, in sostanza, di aver ammazzato Giulia e di non avere poi avuto il coraggio di uccidersi.
Di fronte agli inquirenti e prima di tornare in cella, il ragazzo in silenzio non si è trattenuto ed è scoppiato in lacrime. Prima di uscire dalla stanza degli interrogatori Turetta ha detto quello che già aveva detto alla polizia tedesca: “Ho ucciso la mia fidanzata”.
Le sue parole agli inquirenti di Germania erano state: “Ho ammazzato la mia fidanzata, ho vagato questi giorni perché cercavo di farla finita, ho pensato più volte di andarmi a schiantare contro un ostacolo e più volte mi sono buttato un coltello alla gola, ma non ho avuto il coraggio di farla finita”.
È accusato di omicidio volontario aggravato dalla relazione affettiva terminata e di sequestro di persona.
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
