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Omicidio di Salvatore Bramucci, giudizio immediato per la vedova Elisabetta Bacchio

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Salvatore Bramucci e la moglie Elisabetta Bacchio

Salvatore Bramucci e la moglie Elisabetta Bacchio


Soriano nel Cimino – Omicidio di Salvatore Bramucci, giudizio immediato il 18 dicembre davanti alla corte d’assise del tribunale di Viterbo per la “vedova nera” Elisabetta Bacchio, 46 anni, in carcere dallo scorso 26 settembre, arrestata oltre un anno dopo l’assassinio del marito, di cui è accusata di essere la mandante. 

Dicembre si preannuncia un mese caldo. Ci sono tutti una serie di “adempimenti” giudiziari che riguardano gli indagati per concorso in omicidio aggravato dalla premeditazione del pregiudicato 58enne vittima di un agguato in cui è stato freddato, mentre era in macchina vicino casa, nella campagne di Soriano nel Cimino  con sei colpi di pistola, il 7 agosto 2022, quando stava finendo di scontare agli arresti domiciliari una condanna per estorsione e usura, dopo di che avrebbe meditato di trasferirsi alle Canarie. 

Si comincia il 4 dicembre, quando saranno nuovamente davanti alla corte d’assise la sorella “pianificatrice” Sabrina Bacchio e i due sicari del commando armato, Lucio La Pietra e Tonino Bacci, tutti e tre 49enni e tutti e tre in carcere dall’anno scorso. Anche se i due processi saranno presumibilmente unificati in un solo procedimento destinato a entrare nel vivo nel 2024. Otto in tutto gli indagati per la morte di Bramucci.


Costantin Dan Pomirleanu, Sabrina Bacchio e Antonio Bacci,

Costantin Dan Pomirleanu, Sabrina Bacchio e Antonio Bacci


Sempre a dicembre, nel frattempo, è atteso l’esito del ricorso in cassazione da parte della difesa di uno degli indagati iniziali rimasti a piede libero -si tratterebbe del pregiudicato di Ponte di Nona – contro la misura di custodia cautelare rigettata dal gip del tribunale di Viterbo, ma disposta dal tribunale del riesame di Roma che ha accolto il ricorso del pubblico ministero Massimiliano Siddi. Qualora dovesse arrivare la conferma della suprema corte, per lui, a distanza di quai un anno e mezzo dall’omicidio di cui è accusato di essere complice, si aprirebbero le porte del carcere. 

Ricapitolando. Sono otto gli indagati. Per quattro di loro, tra cui le “sorelle diaboliche”, è stato già disposto il giudizio immediato. Gli altri quattro sono per ora tutti indagati a piede libero. Tra loro, per l’appunto, i nomi già noti del compagno della sorella della moglie di Bramucci, il 34enne d’origine romena Dan Constantin Pomirleanu, e del pregiudicato romano Alessio Pizzuti, anche lui 34enne. Nel corso delle indagini, si sono aggiunti alla lista due ulteriori soggetti: un altro romano, il 47enne Fabio Buti, e il 55enne d’origine macedone, Ismail Memeti. 

I tre figli si sono costituiti parte civile contro la zia Sabrina e i due sicari del padre lo scorso 23 ottobre, quando si è aperta e chiusa in pochi minuti la prima udienza del processo davanti alla corte d’assise presieduta dal presidente del tribunale Francesco Oddi, giudice a latere Jacopo Rocchi.

Giusto il tempo delle annunciate costituzioni di parte civile da parte del fratello 61enne della vittima Isolino Bramucci, assistito dall’avvocato Antonio Maria Carlevaro del foro di Civitavecchia, e da parte dei tre figli della vittima – Mascia, 36 anni, nata dal primo matrimonio del 58enne, e i due maschi Nico e Brian, di 20 e 18 anni, nati dall’unione con la moglie arrestata il mese scorso – tutti e tre assistiti dallo storico legale di Salvatore Bramucci, l’avvocato viterbese Giuliano Migliorati. Che fino all’arresto assisteva anche la moglie Elisabetta Bacchio. 

Silvana Cortignani


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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