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Civita Castellana – (sil.co.) – Occupano abusivamente un appartamento di proprietà pubblica, ma al momento dell’accesso da parte delle forze dell’ordine appare subito evidente l’emergenza abitativa in cui versa la famiglia.
Ciò non ha impedito a un nucleo familiare del comprensorio di Civita Castellana, composto anche da un invalido totale e da figli minori, di finire sotto processo davanti al giudice penale per il reato di occupazione abusiva di immobile.
La stessa pubblica accusa, però, durante la discussione, ha sottolineato la “grave necessità abitativa” della famiglia, finita in mezzo a una strada in seguito alla scadenza di un contratto di affitto che non era stato rinnovato.
I fatti, avvenuti nel capoluogo, risalgono a un paio di anni fa. “All’ingresso delle forze dell’ordine nell’appartamento, si sono trovati davanti un uomo in carrozzina con un bambino in braccio. L’uomo, invalido al cento per cento, era il padre del piccolo. E in quella casa si trovavano non sine die, ma solo per tamponare l’emergenza”.
Il giudice, dopo una breve camera di consiglio, ha assolto la madre e il padre con la formula più ampia, perché il fatto non sussiste.
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
