- Viterbo News – Viterbo Notizie – Tusciaweb – Tuscia News – Newspaper online Viterbo – Quotidiano on line – Italia Notizie – Roma Notizie – Milano Notizie – Tuscia web - https://www.tusciaweb.eu -

Picchiata quando era incinta e poi davanti alla bimba, la madre: “Mia figlia era troppo innamorata per denunciarlo”

Condividi la notizia:

Viterbo – “Mia figlia era troppo innamorata, non voleva denunciarlo”. Lo ha detto ieri ai giudici del collegio la madre dell’ennesima presunta vittima di maltrattamenti in famiglia, spiegando come nonostante “il compagno la trattava male e alzava le mani”, siano passati anni prima della richiesta di intervento delle forze dell’ordine. 

È successo quando la bimba avuta dalla coppia aveva già più di due anni: “Io e mio marito avevamo già soccorso nostra figlia quando l’aveva aggredita mentre era incinta e lei aveva rischiato di abortire”, ha spiegato la nonna della piccola.  Tra i testimoni il medico del pronto soccorso: “Purtroppo spesso le donne trovano la forza di parlare solo quando finiscono in ospedale”. 


Tribunale di Viterbo - La panchina rossa inaugurata il 25 novembre 2022

Tribunale di Viterbo – La panchina rossa inaugurata il 25 novembre 2022


Erano circa le 21 del 3 gennaio 2015 quando i carabinieri si precipitarono in un’abitazione al confine tra le province di Viterbo e Roma, trovando la donna con la fronte gonfia e tumefatta e con lei la figlioletta di poco più di due anni che piangeva terrorizzata.

All’arrivo della pattuglia era assente l’imputato che, dopo avere picchiato sembra per l’ennesima volta la compagna, si sarebbe volatilizzato prima che giungessero i soccorritori, i quali hanno trovato in lacrime, ad aspettarli sotto casa, la madre e la figlioletta. A stretto giro sono arrivati anche i genitori della parte offesa: “Mio marito ha caricato la figlia in auto e l’ha condotta al pronto soccorso, io sono andata ad aspettarli a casa nostra con la nipotina”.

Oltre alla nonna della piccina e madre della vittima, che si è costituita parte civile contro l’ex, sono stati ascoltati anche uno dei carabinieri interventi sul posto quando è scattato l’allarme e il collega che successivamente ha raccolto la denuncia e le confidenze della parte offesa, anche in relazione alla figlioletta, che vive con la madre e i nonni, ma è stata affidata ai servizi sociali dal tribunale dei minori di Roma ed è tuttora seguita da una psicologa.

In aula anche il medico del pronto soccorso che quella sera ha attivato il codice rosa. 

“Come succede fin troppo spesso – ha detto il medico del servizio di emergenza sanitaria – le donne vittime di violenza si aprono immediatamente quando si ritrovano al pronto soccorso. Alla domanda chi le avesse procurato quel vistoso ematoma alla fronte, la signora ci ha subito detto che non era la prima volta, che il compagno l’aveva picchiata anche quando era in gravidanza e poi l’ultima volta quella sera davanti alla bimba di due anni che piangeva”.

“Abbiamo fatto partire subito la segnalazione all’autorità giudiziaria e attivato le procedure del caso”, ha proseguito il medico, sottolineando come “purtroppo” le donne trovino la forza di denunciare le violenze subite magari per anni “quando finiscono in ospedale”. 

Il processo riprenderà in estate, quando saranno sentiti l’imputato e i testimoni della difesa.

Silvana Cortignani


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


Condividi la notizia: