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“Salviamo gli affreschi della chiesa di Santa Maria di Foro Cassio”

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Vetralla - La chiesa di Foro Cassio

La chiesa di Foro Cassio


Vetralla – “Salviamo gli affreschi di Foro Cassio, fondamentale trovare i finanziamenti per poterli restaurare”. Elisabetta De Minicis è docente dell’università degli studi della Tuscia (Unitus) e consigliera della fondazione Carivit. Ed è una delle protagoniste del rilancio della chiesa di Santa Maria in Forocassio, vicino Vetralla. Una chiesa antichissima che fino a 20 anni rischiava di scomparire per sempre. Oggi è invece uno dei principali esempi di recupero di un bene culturale degli ultimi decenni.


Vetralla - Gli affreschi della chiesa di Foro Cassio

Vetralla – Gli affreschi della chiesa di Foro Cassio


Secondo De Minicis manca però un ulteriore passaggio. Il restauro e la messa in sicurezza degli affreschi della chiesa, non solo di quelli già presenti, ma anche di quelli scoperti nel corso dei lavori che hanno permesso di aprire il complesso ai cittadini, attualmente parte integrante della rete delle dimore storiche del Lazio.


Viterbo - Elisabetta De Minicis

Viterbo – Elisabetta De Minicis


“I ruderi della chiesa di Foro Cassio – scrivevano nel 2008 su una rivista scientifica i ricercatori Simone Piazza e Carlo Tedeschi – nascondono ancora in larga misura le informazioni che archeologi e storici dell’arte potrebbero ricavare da uno studio sistematico delle strutture e degli apparati decorativi”. I principali interventi pittorici scoperti grazie al recupero della chiesa sono essenzialmente tre. “L’intonaco della controfacciata che coincide con il primo intervento – spiegano Piazza e Tedeschi – è databile fra l’XI e il XII secolo”. Un secondo intervento, che risale al XII secolo, interessa “l’abside centrale (teofania e teoria di apostoli), le superfici circostanti (volto di uomo con barba e baffi), l’absidiola di destra (tracce di un decoro perlinato) e l’absidiola sinistra (Benedetto, resti di altri due santi e animali)”. C’è infine “una terza campagna pittorica”, riconducibile ai primi decenni del Trecento, ossia “l’abside centrale e le pareti laterali”.



“L’interno della Chiesa – sottolinea a sua volta il sito internet della Rete delle dimore storiche della Regione Lazio – a navata unica terminante con 3 piccole absidi, è ricco di pitture realizzate tra l’XI e il XVII secolo. Sulla controfacciata è visibile una monumentale Crocefissione divisa in 3 sezioni”.


Vetralla - Gli affreschi della chiesa di Foro Cassio

Vetralla – Gli affreschi della chiesa di Foro Cassio


“Quest’ultima – aggiunge poi De Minicis – rappresenta un unicum a livello nazionale, riscontrabile solo in poche altre parti d’Italia. Fra l’altro, i lavori di scavo degli anni scorsi hanno riportato alla luce alcuni di mura e l’antico abside della chiesa. Tutti risalenti all’VIII-IX secolo. Il che attesta, quasi senza alcun dubbio, l’origine alto medievale di Foro Cassio. Tutto questo, a partire dagli affreschi, va salvaguardato con un’operazione di restauro, chiedendo i giusti finanziamenti per portare a termine un percorso che ha avuto dello straordinario”.


Vetralla - Gli affreschi della chiesa di Foro Cassio

Vetralla – Gli affreschi della chiesa di Foro Cassio


Un percorso iniziato più di 20 anni fa, quando un gruppo di persone si riunì attorno alle figure di Elisabetta De Minicis e dello storico dell’arte Enrico Guidoni, così come all’editore Davide Ghaleb. Da lì in avanti prese il via una vera e propria battaglia con pubblicazioni e mobilitazioni fino alla costituzione del comitato Salva Foro Cassio. La chiesa, all’epoca, era letteralmente a pezzi. Il tetto era crollato, le mura erano pericolanti, gli affreschi si stavano disfacendo uno ad uno e diversi elementi architettonici erano stati rubati. Detto ciò, la chiesa, che un tempo apparteneva al Sovrano ordine militare dei cavalieri di Malta, era ancora nelle mani di un privato. Dopodiché, grazie alla battaglia del comitato, venne acquisita dal comune di Vetralla che, negli anni e con i finanziamenti della regione, l’ha messa in salvo permettendone in tal modo l’apertura al pubblico.


Vetralla - Gli affreschi della chiesa di Foro Cassio

Vetralla – Gli affreschi della chiesa di Foro Cassio


“L’abside centrale – prosegue online la Rete – mostra i resti di 2 strati di intonaco sovrapposti, nel primo dei quali sono riconoscibili le figure di 10 apostoli, distribuiti ai lati di una monofora contornata da una fascia rossa. Grazie ai recenti restauri, sono tornati alla luce diversi dipinti: un affresco con San Benedetto da Norcia, databile alla prima metà del XII secolo; un ritratto di Innocenzo III con scene di Santi che vanno dal XIV al XVII secolo e 2 affreschi raffiguranti la Madonna in Trono col Bambino affiancata da una Crocefissione, entrambi attribuiti (da Enrico Guidoni ndr) a un giovane Masaccio di passaggio nel suo viaggio verso Roma, durante l’anno giubilare 1423”.


Vetralla - Gli affreschi della chiesa di Foro Cassio

Vetralla – Gli affreschi della chiesa di Foro Cassio


La chiesa si trova infine lungo la via Francigena e nel bel mezzo di una zona archeologica tutta da scoprire. A ridosso dell’antica via Cassia.


Vetralla - Gli affreschi della chiesa di Foro Cassio

Vetralla – Gli affreschi della chiesa di Foro Cassio


“Il complesso – conclude il sito internet della Rete delle dimore storiche della regione Lazio – sorge sui resti del ‘Forum Cassii’ che, in epoca romana, è stato il più importante nucleo abitato del territorio di Vetralla. L’insediamento nacque inizialmente come stazione lungo la via Cassia ed è probabile che sia stato impiantato contemporaneamente all’apertura della consolare, intorno alla metà del II secolo a. C.”.

Daniele Camilli


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