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“Quando hanno trovato Giulia morta, ho rivissuto la morte di Maria Sestina”

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Giulia Cecchettin e Filippo Turetta

Giulia Cecchettin e Filippo Turetta

Caterina Acciardi

Caterina Acciardi

Maria Sestina Arcuri

Maria Sestina Arcuri

Ronciglione – (sil.co.) – “Quando hanno trovato il corpo di Giulia Cecchettin, in quel canale, mi sono sentita malissimo, è stato come rivivere nuovamente la morte di mia figlia”.  A parlare all’Adnkronos è Caterina Acciardi, la mamma di Maria Sestina Arcuri, la parrucchiera 26enne originaria della Calabria morta il 6 febbraio del 2019 a Belcolle dopo essere precipitata dalle scale di casa della nonna del fidanzato Andrea Landolfi, a Ronciglione, la notte tra il 3 e il 4 febbraio dall’allora fidanzato. Landolfi pochi giorni fa è stato condannato in via definitiva a 22 anni di carcere per omicidio volontario.

“Nonostante siano due vicende diverse hanno dei punti in comune”, continua Acciardi. “Mia figlia è stata buttata giù dalle scale e lui non ha fatto nulla per soccorrerla. L’ha guardata morire e solo quando ha capito che non c’era nulla da fare ha chiamato il 118. Ecco, io non posso non pensare che la stessa agonia l’abbia provata anche Giulia. Ed è terribile, non oso immaginare le pene che Giulia, mia figlia e tutte le altre vittime, hanno dovuto patire”.

La mamma di Maria Sestina, poi, parla della necessità di un inasprimento delle pene. “Se fosse garantita, in casi come questi, una pena a vita, questi assassini ci penserebbero due volte prima di alzare le mani. Perché anche il più pazzo, il più furbo, saprebbe che aggredendo una donna la sua vita sarebbe finita, che se lo prendono non esce più dal carcere. Invece in Italia non è così”. 

Andrea Landolfi è stato condannato per omicidio volontario e omissione di soccorso con una sentenza della Corte di Cassazione a 22 anni di carcere – dopo una vicenda giudiziaria durata quattro anni – lo scorso 9 novembre.

“Di quei 22 anni lui ne ha già scontati due. Quando uscirà di prigione potrà iniziare una nuova vita. Non dovrebbe essergli permesso, dovrebbero garantire l’ergastolo. Solo così, penso, si può mettere un freno a questa strage silenziosa, perché sono troppe, ormai, le donne, le mamme, le figlie, le sorelle che ci stanno portando via”. Per Acciardi, Turetta meriterebbe l’ergastolo. Quanto al papà di Giulia “penso che sia una persona straordinaria, sta vivendo il suo dolore con dignità. A me l’assassino di Maria Sestina ha tolto la vita, e non solo a me, ma a tutta la mia famiglia. Noi non viviamo più come si dovrebbe vivere. Ho un pensiero che mi assilla sempre, un chiodo fisso, chissà che sofferenza ha patito mia figlia. E ancora oggi mi tortura e non mi lascia vivere”, conclude la donna.




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