Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – L’efficienza sta evolvendo a una velocità così incalzante e vertiginosa da rendere improbabile che masse di persone siano in grado di reggere il ritmo; mentre l’automazione e intelligenza artificiale sostituiranno buona parte del lavoro professionale e di massa.
Un recete studio di Oxford Economics (oltre 300 economisti e analisti a livello mondiale e leader nelle previsioni globali e nell’analisi quantitativa) ha stabilito che l’8,5 per cento delle forze lavoro mondiale verrà probabilmente sostituito dai robot entro questo decennio.
Sempre, a giudizio di autorevoli economisti, l’età della Resilienza porterà milioni di persone nelle nuove categorie di impiego-resiliente. La nuova epoca modificherà la nostra stessa nozione di attività, allontanandola dall’etica del lavoro (centrata sulla produzione e il consumo delle cose) per avvicinarla ad un’etica della gestione, indirizzata verso la cura del mondo e della persona.
Il nuovo che si affaccia con l’età della resilienza è una logica d’insieme ”politica, sociale e manageriale”. Il Pnrr, i comuni, gli enti, l’amministrazione pubblica, le aziende, le imprese, il sistema: questo ci chiedono oggi.
Tutti pensiamo in termini economici (anche nell’economia cosiddetta domestica) e già all’inizio del secolo scorso Max Weber propose l’etica della responsabilità. Chi avrebbe previsto che produttività, efficienza e calcolo sarebbero diventati il pensiero unico nel mondo del mercato? Ma quell’etica, come sostiene il filosofo Galimberti, è diventata “patetica”. La fragilità sociale e produttiva certifica l’urgenza del cambio con una speciale trasformazione.
Il nostro master e l’opportunità formativa. L’università degli studi della Tuscia coadiuvata da Lyve Srl – Società di Openjobmetis Spa inaugura la prima edizione del master di I livello in Chief resilience officer (direttore responsabile della resilienza), un’iniziativa di formazione unica nel panorama italiano ed internazionale di grande impatto occupazionale e strategico.
L’idea di partenza del master è che “la nostra società non è semplicemente una macchina da riparare, ma un organismo che ha bisogno di rigenerarsi”. È dunque necessario affrontare due grandi sfide: re-inventare il nostro mondo, governando l’interdipendenza crescente e i rischi che ne conseguono e recuperare la fiducia nel futuro e nelle nostre competenze di realizzarlo in contesti di vita e di lavoro sostenibili e di valore.
Le imprese e le Pa dovranno accettare le sfide per far valere le loro abilità in filiere sempre più ampie e diversificate, da rendere governabili con una gestione collaborativa dei rischi di interdipendenza. Allo stesso tempo è necessario comprendere che è necessario un approccio territorio imprese/Pa sistemico in grado di favorire un riposizionamento del ruolo del territorio nel nuovo contesto economico competitivo.
Il programma e a chi si rivolge. Il master di I livello in Chief resilience officer (direttore responsabile della resilienza) è implementato come struttura della capacità di adattamento e risposta alle sfide sociali, economiche ed ambientali. Esso si inserisce nella mutata concezione delle organizzazioni di lavoro: dalla visione meccanica, che le vedrebbe composte da ingranaggi e processi rigidi, a quella organica che si approccia come essere umani con le loro potenzialità, criticità e vissuti emotivi.
Il master è strutturato in 12 moduli tenuti da docenti universitari, esperti e professionisti di altissimo livello e comprovata competenza, con specifica conoscenza del mondo delle imprese e dei processi che le governano.
Modulo 1 – La resilienza organizzativa come modello concettuale e metrico; Modulo 2 – Profili Regolatori e Compliance; Modulo 3 – La gestione del rischio ed il ruolo del Cro; Modulo 4 – I modelli organizzativi e l’assunzione di responsabilità; Modulo 5 – La resilienza per mitigare i fattori di rischio “Esg”; Modulo 6 – La digitalizzazione ed il ruolo del Cro; Modulo 7 – Cro business (wo)man or politician?; Modulo 8 – Governare la transizione ambientale e digitale; Modulo 9 – I processi del marketing e comunicazione di impresa; Modulo 10 – Territorio e impresa: modelli geo-spaziali, vulnerabilità e resilienza; Modulo 11 – Management dei processi di partecipazione degli stakeholders; Modulo 12 – La sostenibilità delle emozioni (etica) nei processi lavorativi.
Fra gli aspetti più innovativi della formazione: i moduli che riguardano la gestione etica ed emotiva, fattori non residuali della vita lavorativa, ma indicatori di qualità e sostenibilità nel lavoro.
Il master si rivolge a professionisti e manager che già operano ai vertici aziendali, ma anche a giovani laureati che vogliono entrare in questo settore strategico ad alta crescita, ai quali sarà garantito uno stage formativo di importante qualità, nelle aziende partner, leader nazionali e internazionali nei loro settori di competenza.
L’open space, infine, per rispondere a un bisogno diffuso di formazione delle collettività. In proposito il master prevede incontri aperti al pubblico con professionisti riconosciuti al livello nazionale e internazionale.
L’intento è ribadire che la resilienza e la sostenibilità devono essere pratiche riconoscibili e condivise quanto più possibile da larga parte della comunità: un cardine del cambiamento nel mondo produttivo, integrato dai valori di giustizia, equità, partecipazione e dignità.
Luisa Carbone
Dipartimento DISUCOM
