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“Viterbo è mal collegata, un aeroporto potrebbe portare vantaggi per il turismo…”

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Guido Cala’ (Fisascat)

Guido Cala’ (Fisascat)

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – La Fisascat Cisl di Viterbo sta seguendo con interesse il dibattito che, dopo 5 anni, si sta riaprendo in merito all’aeroporto di cui la nostra città necessiterebbe.

Come tutti sanno, dal punto di vista turistico, la città di Viterbo ha enormi potenzialità che a oggi sono inespresse. I pochi turisti che hanno la fortuna di visitare la città dei papi rimangono stupiti di non averne sentito parlare fino al giorno della loro visita: sono turisti per caso, inconsapevoli di trovare una città così affascinante.

I perché di questa situazione, secondo la Fisascat di Viterbo, sono noti da tempo e sono stati più volte segnalati. La città è mal collegata con tutto ciò che la circonda: Roma, capitale d’Italia e bacino di potenziali 3 milioni di visitatori, dista più di due ore, se raggiunta da una ferrovia che presenta ancora tratti ad un solo binario; Civitavecchia, considerata porto di Roma e scalo di tanti croceristi, non si può ancora raggiungere in modo veloce perché la superstrada Orte-Civitavecchia deve essere ancora completata dopo decenni di lavori; le condizioni delle nostre strade, oltre che la loro insufficiente capacità a defluire condizioni di traffico intense, sono tutt’altro che buone (anche se negli ultimi tempi sono migliorate).

Lo stato di abbandono del centro storico è purtroppo evidente. Sempre più attività e botteghe storiche non hanno avuto il giusto ricambio generazionale e hanno preferito chiudere i battenti. Una cattiva politica culturale ha fatto sì che il fulcro commerciale – economico di Viterbo, in particolare, ma di tutti i centri storici delle nostre città in generale, si spostasse dal centro verso la periferia disperdendo risorse senza alcuna progettazione seria e provocando un triste depauperamento del centro storico.

Cgil Cisl Uil, insieme a Cna, Camera di commercio, Federlazio, Unindustria, comune di Viterbo, provincia di Viterbo e Università della Tuscia, firmarono nel 2021, una piattaforma per il rilancio del territorio, dove alla voce Turismo è riportato tutto ciò che si dovrebbe fare affinché la città di Viterbo e la sua provincia venissero rilanciate: andrebbe soltanto messo in atto.

Civita di Bagnoregio è riuscita ad inserirsi in circuiti turistici internazionali, nazionali e regionali pur soffrendo gli stessi handicap che frenano lo sviluppo turistico della città di Viterbo e senza usufruire di un aeroporto nelle vicinanze.

Il turismo può offrire ampi margini di lavoro e progresso per il nostro territorio. Un turismo ecosostenibile, in armonia con l’ambiente, con la comunità e le culture locali, che non trasformi i nostri luoghi e i suoi abitanti in vittime dello sviluppo ma in beneficiari dello stesso. La città di Viterbo può diventare la meta di un viaggio, la tappa di un tour che comprenderebbe affascinanti realtà limitrofe. Si può contare su borghi affascinanti, sui nostri laghi che attirano turisti dal nord Europa, su una costa marina dalle grandi potenzialità, utilizzare la via Francigena e i cammini/sentieri oggi diffusissimi, sfruttare in modo ancor più efficace l’arma in più che il nostro territorio ci ha donato: il termalismo.

Turismo vuol dire arte, archeologia, enogastronomia, cultura, natura, bioagricoltura, ecc… elementi che la nostra provincia possiede in quantità e di alta qualità. Vanno, però, ripensate in un’ottica eco-friendly, incentivate, promosse, connesse in un sistema integrato: lo sviluppo e le possibilità occupazionali che ne conseguirebbero sono oggi inimmaginabili.

Non siamo contrari, come anni fa, ad un aeroporto nella nostra città ma suggeriamo ad ogni politico che se ne occupa di parlare della questione solo dopo aver riflettuto sugli aspetti sempre trascurati. Probabilmente, la nostra provincia, da un progetto di tal portata, ne trarrebbe notevole vantaggio ma solo se venisse inserito in un discorso più ampio e completo.

La Fisascat Cisl si rende disponibile a dare il suo contributo anche aprendo un tavolo con le istituzioni e la politica locali per affrontare il tema turismo in modo serio e proficuo.

Guido Calà
Segretario generale


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