Viterbo – “Per il 2024 mi aspetto una sola cosa importante: che ci venga consegnata la caserma”. Così il comandante dei vigili del fuoco Rocco Mastroianni nel fare un bilancio del 2023 tra interventi, nuovi mezzi ed emergenze da seguire in tutta Italia.
I lavori stanno proseguendo ma il desiderio di Mastroianni è quello di poter dare al più presto ai suoi uomini “una caserma funzionale, che sia adatta alle esigenze del comando e adatta alla risposta che bisogna dare alla popolazione nel momento in cui ci chiama”.
Rocco Mastroianni
Qual è stata la mole di lavoro nel 2023? Ci sono stati problemi o criticità particolari?
“Nel corso del 2023 abbiamo effettuato circa 5600 interventi di soccorso tecnico urgente che inquadra tutte le tipologie: dagli incendi al soccorso a persona, a interventi particolari fatti dai nostri settori specializzati. Quest’anno non c’è stata nessuna criticità particolare, gli interventi sono stati sempre nell’ordinarietà, c’è stato qualcosa che ci ha portato via un po’ più di tempo ma sostanzialmente è stato un anno abbastanza tranquillo. Lo scorso è stato diverso nel periodo estivo, ad esempio, a causa del clima che nel 2022 è stato molto più caldo. Un caldo iniziato presto all’inizio di maggio e finito a ottobre. Nel 2023, dal punto di vista degli incendi, il fatto che l’estate ha tardato ad arrivare, sicuramente ha influito. L’estate è arrivata a luglio, era tutto bagnato, tutto verde e non c’è stata una grande mole di incendi boschivi o di sterpaglia. Chiaramente c’è stata una sorta di picco tra la fine di luglio e l’inizio di agosto: quelli sono stati i 15-20 giorni più impegnativi”.
Con i cambiamenti climatici, i temporali improvvisi o le forti ondate di caldo, come è cambiato (se è cambiato) il vostro lavoro?
“Il lavoro non è variato. I cambiamenti climatici influiscono sul fatto che ci sono periodi abbastanza ampi di gran caldo e periodi, anche estivi, in cui abbiamo delle trombe d’aria e maltempo. Il lavoro è lo stesso, ma quando arrivano tantissimi litri di acqua sul suolo in breve tempo si crea un problema, come gli allagamenti. Però la tipologia di intervento rientra in quella svolta solitamente dai vigili del fuoco. È ovvio che, nel momento in cui abbiamo più richieste di interventi, avremo più lavoro da fare contemporaneamente”.
Vigili del fuoco
C’è qualche tipo di intervento che svolgete sempre più spesso?
“Non c’è un intervento particolare. A seconda del periodo dell’anno abbiamo interventi di incendio o interventi di allagamento o caduta di alberi, ma sono questi. All’inizio dell’anno sono più diffusi gli interventi sui camini o quelli che riguardano tegole che si muovono perché anche il periodo influisce. Alcuni possono essere diversi dagli altri, tipo l’incendio in appartamento, ma questo è un qualcosa che non dipende né dal clima né da altro”.
Quali e quanti sono stati gli interventi e le emergenze in Italia in cui siete intervenuti anche voi quest’anno?
“Mentre la nostra provincia è stata abbastanza salvaguardata, nel resto d’Italia ci sono state diverse emergenze, a cominciare dall’alluvione in Emilia Romagna di maggio, dove sono andate delle squadre di Viterbo per alcune settimane. Poi a luglio c’è stata l’emergenza per incendi boschivi in Calabria. Poco dopo, all’inizio di agosto, siamo andati in Friuli, a Udine, per il maltempo: ci sono state grandinate così forti che a terra arrivavano delle vere e proprie palle di grandine, non chicchi. C’è stato bisogno delle pale per liberare le strade. A novembre c’è stato poi il maltempo in Toscana, siamo stati nella zona di Prato e Pisa a dare soccorso”.
Com’è andata?
“Sono state emergenze molto impegnative anche perché quando arriviamo sul posto dell’intervento si lavora quasi 24 ore al giorno, va portato soccorso immediato, sono state dispendiose dal punto di vista delle energie. Però devo dire che i nostri vigili del fuoco si sono distinti sia per la professionalità che hanno portato, ma anche per il senso di vicinanza alle popolazioni: quando ci muoviamo andiamo a dare un aiuto a qualcuno che è in difficoltà, proprio per nostra natura facciamo questo. Ma i vigili del fuoco di Viterbo, anche se sono andati in zone che non conoscevano, sono stati molto apprezzati dalle popolazioni che ci hanno ringraziato mandandoci anche delle email per il lavoro che è stato fatto”.
Viterbo – La caserma dei vigili del fuoco sulla Cassia
Come procedono i lavori della caserma?
“I lavori, dopo alcuni anni di stallo, sono ripresi a giugno 2023. Stanno andando. Nella prima settimana di dicembre e in particolare in concomitanza con la festa di Santa Barbara, c’è stata consegnata un’altra parte della caserma, quella dove c’è l’autorimessa a piano terra e la sala mensa, con annessa cucina, al primo piano. Siamo contenti perché in questo modo si andrà a togliere questa dualità della caserma che si trova un pezzo in via Tedeschi e un pezzo sulla Cassia.
I lavori sono ancora in corso, convergeremo tutti sulla Cassia quando saranno finiti. Intanto questa parte della caserma quasi ultimata ci consentirà di spostare, fra qualche mese, la sala mensa, così da evitare l’andirivieni. Non abbiamo ancora idea delle tempistiche, speriamo che il tutto venga fatto bene e il prima possibile. Non dipende da noi, ma dalla ditta che si occupa del lavoro e dal provveditorato alle opere pubbliche che si sta occupando della direzione dei lavori. Quando sono arrivato, un anno e mezzo fa, era tutto fermo, ma ora la ditta è all’opera e i lavori procedono”.
Viterbo – Il mezzo Vab dei vigili del fuoco
I suoi uomini hanno frequentato un corso per un nuovo mezzo che va sia su strada che su rotaia. Ci spiega come funziona e in quale modo vi sarà più utile?
“È la fotocopia di un mezzo normale che usano i vigili del fuoco, ma che ha la peculiarità di essere sia un mezzo stradale sia un mezzo che può essere impiegato per andare sulle rotaie di un binario, diventando quasi un piccolo treno. Quindi, nel caso di un treno in fiamme, il mezzo ci consente di raggiungerlo, in particolare nelle gallerie, dove non c’è possibilità di arrivare con mezzi ordinari. Ci consente di salire sulle rotaie e arrivare direttamente in corrispondenza del treno. Il mezzo è stato realizzato attraverso una convenzione che è stata stipulata tra il dipartimento dei vigili del fuoco e Rfi. E proprio per verificare la funzionalità prossimamente faremo un’esercitazione di notte, quando ovviamente il traffico ferroviario è leggermente più ridotto. Non tutti i comandi hanno a disposizione questo mezzo. Si trova in quei presidi che hanno delle grandi gallerie ferroviarie nel proprio territorio e nella Tuscia sono due: a Orte e a Castiglione in Teverina”.
Cosa si aspetta per il nuovo anno?
“Vedendo come si sta concludendo il 2023 e col fatto che una parte della caserma è stata quasi consegnata, per il 2024 mi aspetto una sola cosa importante, oltre alla salvaguardia e alla salute di tutti i vigili del fuoco: che ci venga consegnata questa caserma e che finalmente i pompieri abbiano, come tutti i comandi d’Italia, una struttura funzionale, che sia adatta alle esigenze del comando e adatta alla risposta che bisogna dare alla popolazione nel momento in cui ci chiama”.
Elisa Cappelli



