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Roma – Guardia di finanza, vendevano online prodotti contraffatti. Arrestati marito e moglie.
“Due coniugi romani che, attraverso piattaforme online, commercializzavano merce contraffatta – fanno sapere in una nota dalla finanza – sono stati arrestati dai finanzieri del comando provinciale di Roma, in esecuzione di un’ordinanza di applicazione degli arresti domiciliari emessa del Gip presso il tribunale, a seguito di richiesta avanzata dalla Procura della Repubblica di Roma.
Monitorando i social network, le fiamme gialle del primo nucleo operativo metropolitano di Roma si sono imbattute in alcuni annunci di vendita di orologi, capi di abbigliamento e accessori per la telefonia riproducenti i modelli presumibilmente contraffatti, di note case produttrici.
Gli approfondimenti, anche di natura tecnica, hanno consentito di scoprire l’esistenza di un ingente traffico da parte della coppia, già nota per fatti analoghi avvenuti in anni recenti.
L’attività illecita, stando ai movimenti rilevati dai loro rapporti bancari e postali, avrebbe generato profitti per oltre 400mila euro.
Nel corso delle indagini, sono stati complessivamente sequestrati numerosi capi e accessori di abbigliamento recanti marchi falsificati.
Gli elementi raccolti hanno permesso alla Procura della Repubblica capitolina di ottenere dal Gip le misure cautelari degli arresti domiciliari e del sequestro preventivo, mediante oscuramento, di 7 account.
I due sono accusati delle ipotesi di reato di commercio di merce contraffatta e, in attesa del giudizio definitivo, vale la presunzione di non colpevolezza”.
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
