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Incastrato dal disegno del figlio, 44enne finisce in carcere per l’omicidio della moglie

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Bambino

Bambino

Genova – Aveva detto che la moglie si era suicidata, ma un disegno del figlio ha portato a galla la verità. La donna è stata uccisa dal marito che la vessava da anni.

Nessuno in famiglia, lo scorso marzo, aveva creduto alla versione fornita dall’uomo, il 44enne Ahmed Mustak, sul presunto suicidio della moglie, la giovane 32enne Sharmin Sultana. Le indagini sono proseguite fino alla svolta inaspettata delle ultime ore, quando, stando a quanto emerso, ad incastrarlo sarebbe stato il disegno del figlio più grande della coppia.

“Papà batte nella testa di mamma, poi arriva pieno di sangue, mamma sta in cucina e cade”, le parole riportate dal bambino in un colloquio con lo psicologo durante la spiegazione del disegno, come riporta TPI.

Cambia totalmente la posizione dell’uomo, che quel giorno aveva riferito alle forze dell’ordine di aver sentito dire alla donna che andava a fare una passeggiata.


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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