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Ambrosi: “Dispiace per il Rocchi vuoto, Viterbo è una bellissima piazza e merita di tornare in alto”

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Sport - Calcio - Lo stadio Rocchi - Nel riquadro: Alessandro Ambrosi

Sport – Calcio – Lo stadio Rocchi – Nel riquadro: Alessandro Ambrosi


Viterbo – Di attaccanti veri, negli ultimi tempi, la Viterbese ne ha avuti ben pochi.

Qualcuno è stato fermato dagli infortuni, qualcun altro da un rendimento generale incredibilmente negativo (l’ultimo esempio in questo senso è Alessandro Marotta). Altri ancora, semplicemente, non sono riusciti a mantenere le aspettative.

Tra quelli che invece ci sono riusciti c’è senz’ombra di dubbio Alessandro Ambrosi: arrivato nella Tuscia alla bellezza di 37 anni dopo un’ottima carriera tra serie B e serie C, il centravanti è rimasto solo un anno ma in 28 presenze di serie D ha segnato la bellezza di 15 reti contribuendo al terzo posto finale alle spalle di Tavolara e Villacidrese.

Erano altri tempi (precisamente il 2008-2009) con altri allenatori (Fausto Silipo alternato a Massimiliano Favo) e altri presidenti (Giuseppe Fiaschetti) ma l’affetto dei tifosi è ancora vivo, per quello che in molti considerano l’ultimo vero attaccante arrivato alla Palazzina. E in questi giorni di dubbi, con lo stadio vuoto e una Fc Viterbo che non riesce a riportare il calcio in città, il ricordo di quelle stagioni sembra molto, ma molto più lontano.

Alessandro Ambrosi, che ricordo hai di quella stagione?
“Bellissimo. È stata un’annata particolare cominciata in ritardo con una squadra in costruzione. Sono arrivato da Cosenza grazie a Silipo, ho saltato sei o sette partite per un problema al menisco ma sono riuscito comunque a dare un buon contributo di prestazioni e gol”.

Che gruppo era quella Viterbese?
“C’erano grandi giocatori come Borgobello, Fimiani e Manni. Nomi importanti che hanno portato la squadra a disputare un ottimo campionato. Siamo arrivati terzi e abbiamo disputato dei playoff eccezionali. Pensavamo di essere ripescati e lo meritavamo”.

Anche con i tifosi il rapporto era ottimo.
“È vero. Ho dato sempre il massimo e l’attaccamento è stato apprezzato così come il carattere mio che quello dei miei compagni di allora”.

C’è il rimpianto di essere rimasto un anno solo?
“Sì. Purtroppo per problemi societari quella bella stagione non si è potuta ripetere. C’è il rimpianto di aver lasciato la Tuscia e anche quello di aver solamente sfiorato il ritorno in serie C”.

Senti ancora qualche compagno di allora?
“Molti. Mi sento con Lolli ma anche con altri, il rapporto è rimasto intatto così come quello con i tifosi. Mi dispiace di non aver avuto mai modo di tornare a Viterbo perché conservo ottimi ricordi”.

Lo stadio, specialmente nel finale di stagione, ha segnato numeri importanti.
“Le vittorie generano interesse e ricordo con piacere che a fine campionato e durante i playoff il Rocchi era spesso pieno. La tifoseria non ci ha fatto mai mancare il suo calore”.

Per te che ci hai giocato quando era pieno, che effetto fa vederlo vuoto e senza squadra?
“Dispiace. Una piazza come Viterbo non può prescindere dal campo da gioco. La Viterbese ha tradizione e non merita di scomparire”.

Cosa pensi del progetto della Fc Viterbo?
“È una chance importante per riportare la città nel calcio che conta ma serve lo stadio. Quello di Viterbo è uno dei pochi rimasto quasi in centro ed è una bellissima struttura. Stiamo parlando di una bellissima piazza che merita di tornare in alto”.

Samuele Sansonetti


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