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“Ampliamento discarica, nei prossimi anni 80 “stadi da calcio” pieni di rifiuti intorno a Monterazzano”

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Fabio Scalzini

Fabio Scalzini

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Il  tema della gestione e smaltimento dei rifiuti è da molti anni al centro del dibattito politico.

Nella nostra provincia lo è ancor di più per via del progetto in esame alla regione che prevede la realizzazione di un invaso di  discarica per rifiuti non pericolosi denominato VT4 da realizzare in località le Fornaci del comune di Viterbo.

In parole povere si sta parlando di ampliare la discarica di Monterazzano.

I numeri al riguardo sono noti: la richiesta di ampliamento  è per 960 mila metri cubi. Ma i numeri non stimolano l’immaginazione e quindi non restituiscono la dimensione del problema.

Proviamo allora a immaginare la dimensione territoriale che si cela dietro la fredda dicitura “ampliamento dell’invaso di VT 4 per 960 mila metri cubi”. Posto che un metro cubo di acqua pesa una tonnellata quanto può pesare un metro cubo di rifiuti compattati?

Navigando in rete si trovano dati che vanno da 300 kg al metro cubo per il cartone a una tonnellata e mezza per gli inerti, per cui, per la simulazione che fa al caso nostro, possiamo considerare una cifra intermedia e quindi ipotizzare una tonnellata al metro cubo (se poi il peso reale fosse 100 kg in più o in meno il ragionamento non subirebbe rettifiche sostanziali).

Ora consideriamo la dimensione di un campo di calcio che mediamente si estende per 105 per 68 metri e quindi consideriamo 7000 metri quadrati (la cifra pari facilita i calcoli).

Con questi presupposti su un campo di calcio si possono spalmarecirca 7.000 metri cubi di rifiuti compattati alti un metro.

Se la richiesta di 960 mila metri cubi venisse confermata il calcolo è presto fatto: nei prossimi anni si riempirebbero, intorno a Monterazzano, circa 137 stadi di rifiuti compattati sempre di altezza pari ad un metro.

La vittoria di cui parla il consigliere regionale  Sabatini, cioè la riduzione a 550 mila metri cubi di rifiuti ospitati farebbe riempire “solo” 80 stadi.

La richiesta di ampliamento presentata parla solo di 10 ettari di estensione dell’attuale invaso ma non precisa quanto profonda sarà la buca che si andrà a realizzare.

Sicuramente verranno messe in campo le migliori tecnologie disponibili per smaltire i rifiuti pur tuttavia è comunque verosimile pensare che nel corso degli anni una quantità non precisabile ma certamente non trascurabile di percolato finirà nelle viscere della terra.

Questo perché piovosità, temperatura e ventosità influenzano i processi di origine del percolato e di conseguenza anche la validità dei sistemi di captazione dello stesso.

Ora se il ragionamento sin qui sviluppato  non è fantasioso porta  prima ad una considerazione  e poi ad una domanda.

La considerazione: nel corso del tempo Destra, Sinistra, Centro e Cinquestelle nessuno è riuscito a porre un argine, almeno dignitoso, al vassallaggio della nostra provincia nei confronti di Roma.

Allora, vista la costante condizione di servitù da cui non si è mai riusciti a liberarci la domanda da farsi è questa:  la soluzione termo combustore è stata scartata perché nel corso degli anni sono stati presentati studi severi e autonomi che hanno dimostrato il maggior danno ambientale dei sistemi che utilizzano la combustione controllata dei rifiuti rispetto alla smaltimento di discarica?

Se così non fosse il termo combustore non può non essere preso seriamente in considerazione in  una terra  che continua ad ospitare la quantità di rifiuti che sappiamo

Diversamente dovremmo giungere alla conclusione che ci si sta dividendo sulla quantità di rifiuti da ospitare ma dando per scontato che la nostra terra ha ospitato, ospita ed ospiterà una discarica peraltro a servizio degli altri.

Fabio Scalzini
Segretario provinciale Azione


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