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Arrestato fuori di una discoteca con la “droga dell’amore”, 26enne si difende: “Era per uso personale”

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Carabinieri

Carabinieri – foto di repertorio


Spoleto – (sil.co.) – Arrestato fuori di una discoteca con la “droga dell’amore”, 26enne si difende: “Era per uso personale”.

Arrestato lo scorso 19 novembre per spaccio nel parcheggio di un locale notturno di Foligno, un 26enne residente in provincia di Viterbo ha ottenuto di essere processato col rito abbreviato condizionato alla produzione della dichiarazione dei redditi per dimostrare di avere la possibilità economica per acquistare droga destinata all’uso personale.

Fra i pantaloni e gli slip, nascondeva 16 involucri di ecstasy. Mdma, conosciuta anche come “droga dell’amore”. Si tratta di un 26enne di Fabrica di Roma, il processo a carico del quale si è aperto prima di Natale davanti al giudice del tribunale di Spoleto. 

Secondo il difensore Luigi Mancini, uno scambio di persona. Al momento del fermo l’imputato non stava cedendo bensì acquistando ecstasy e hashish per uso personale da due pusher “scambiati” per acquirenti dai carabinieri, che li hanno visti scendere dalla vettura sulla quale si trovava il giovane. 

Fin dal primo momento, il 26enne si sarebbe difeso sostenendo di avere acquistato la droga per sé e di averne la possibilità economica, guadagnando duemila euro al mese.

Relativamente alla quantità, invece, avrebbe spiegato di avere chiesto ai pusher 50 euro di ecstasy, comprando poi 16 dosi della sostanza, in quanto gli sarebbe stata offerta al “prezzo d’occasione” di 100 euro.  


Spoleto - Aula del tribunale

Spoleto – Aula del tribunale


Il presunto spacciatore in trasferta, è stato arrestato dai carabinieri della compagnia di Assisi, comando di Santa Maria degli Angeli, poco dopo la mezzanotte dello scorso 19 novembre mentre si trovava nel parcheggio di una discoteca nella zona di Sant’Eraclio, un luogo noto per essere una piazza di spaccio.

Era seduto sul sedile passeggero di una Bmw di colore grigio, al cui posto di guida c’era un 24enne d’origine marocchina di Civita Castellana, risultato estraneo ai fatti, dalla quale sarebbero per l’appunto scesi due sospetti assuntori di sesso maschile che hanno fatto scattare il controllo.

L’imputato, seduto a fianco del conducente, alla vista dei militari avrebbe tentato di occultare qualcosa in una busta che teneva in mano, rafforzando la convinzione che avesse qualcosa da nascondere.

Durante la successiva perquisizione si è scoperto che in mano teneva un astuccio per il tabacco sfuso, all’interno del quale erano occultati due pezzi di hashish del peso complessivo di circa 1,2 grammi lordi. Tra l’elastico dei pantaloni e l’elastico delle mutande, invece, nascondeva una busta di cellophane a chiusura ermetica contenente 16 dosi termosaldate di cristalli di Mdma (ecstasy) del peso complessivo di circa 4 grammi lordi.

Il 26enne, il cui arresto è stato convalidato il giorno successivo, intende ora dimostrare al giudice, dato che lavora e ha un regolare stipendio, di potersi permettere di comprare stupefacenti per uso personale. Il processo riprenderà in primavera. In caso di condanna, l’imputato potrà contare sullo sconto di un terzo della pena. 


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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