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“Sicurezza reale e sicurezza percepita devono corrispondere, quando ci arriveremo avremo fatto un buon lavoro”

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Viterbo – “Vorrei che in città ci fosse una corrispondenza tra sicurezza reale e sicurezza percepita dai cittadini. Quando arriveremo a questo significa che avremo fatto un buon lavoro”. A dichiararlo, è il questore di Viterbo, Fausto Vinci, che fa un bilancio sulla sicurezza e sui reati in città.


Il questore Fausto Vinci

Il questore Fausto Vinci


È il primo anno da questore nella città dei papi e Vinci si dice soddisfatto del controllo sul territorio e della presenza della polizia in città, ma per il 2024 si augura di poter fare ancora meglio. “Le condizioni sono migliorate – spiega il questore – ma vorrei ancora maggiore controllo sul territorio”.

Sulla violenza di genere, per Vinci è importante non solo che le donne denuncino, ma che ne parlino il più possibile.

Come è andato questo primo anno da questore a Viterbo?
“Mi sono trovato molto bene, è una città molto viva, molto effervescente e allo stesso modo molto accogliente. Ho impostato il lavoro in modo che la polizia sia molto attiva sul territorio aumentandone la presenza. Devo dire che tutto il personale mi ha supportato e abbiamo avuto dei risultati ottimi. È una città che ha le sue problematiche, come tutte le città di questa grandezza, ma c’è stato un miglioramento delle condizioni, sia sotto il punto di vista della repressione che della prevenzione. Sono molto soddisfatto”.

Com’è la situazione del centro storico?
“Ho dei contatti settimanali con tutti i comitati di quartiere, anche loro hanno notato una nostra maggiore presenza che è dovuta sia a un controllo più capillare h24, sia agli interventi straordinari che facciamo due o tre volte a settimana. Infatti anche i reati del centro storico sono diminuiti. Il problema di fondo è che più si popola, più è meglio. Più il centro storico è popolato – anche a livello di sicurezza – più viene tutelato. Poi c’è anche in corso un’attività del comune per una maggiore illuminazione. Perché non basta una forza di repressione delle forze dell’ordine, ci deve essere tutto un sistema strutturato per poter migliorare la sicurezza. Però la situazione nel centro storico la possiamo considerare migliorata. E ribadisco, la stessa cosa me la riferiscono i comitati di quartiere”.


Viterbo - La polizia in centro

Viterbo – La polizia in centro – Immagine di repertorio


Parlando di Daspo, e in particolar modo di Daspo Willy che ha visto una grande applicazione ultimamente, sta funzionando?
“Sì. Di tutti i Daspo Willy applicati – circa 30, una cifra non trascurabile che riguarda tutta la provincia – la recidiva è capitata in pochi casi. Ovviamente il questore si occupa di tutta la Tuscia, quindi non sono stati fatti solo a Viterbo ma anche in realtà come Tarquinia o Blera. Nel caso di Blera si trattava di un Daspo sportivo. Ci sono state delle forme di violenza che io proprio non posso consentire, soprattutto se si tratta di calcio giovanile. Il Daspo Willy, invece, ha riguardato soprattutto situazioni di violenze nei pressi di locali pubblici. Anche questo strumento, che si sta diramando, è una forma di prevenzione e i ragazzi sono molto più attenti”.


Il questore Fausto Vinci

Il questore Fausto Vinci


Passando, invece, alla violenza sulle donne, c’è un messaggio che vorrebbe lanciare come questore?
“Le donne non devono avere paura di denunciare. Ma non denunciare solo nel senso tecnico del termine. Devono parlarne, che è fondamentale. Devono parlarne con i genitori, parlarne con i professori, ad esempio. E poi ci sono vari strumenti che bisogna conoscere, come l’ammonimento del questore. Poi, fondamentale, è non lasciare sola la donna che denuncia. Dobbiamo migliorare nell’accompagnare la vittima al percorso dedicato. Molto è stato fatto. Quando si dice che sono aumentate le denunce si potrebbe pensare a un dato negativo. Invece è un dato positivo in qualche modo, perché significa che c’è meno paura di denunciare una violenza. In passato c’erano remore maggiori, ora, invece, anche gli strumenti normativi sono molto più incisivi in questo senso. Viterbo, come tutte le città, non è esente dal fenomeno della violenza di genere, anche qui ce ne sono tanti”.


Viterbo - La polizia in centro

Viterbo – La polizia in centro


Cosa si augura per il 2024?
“Vorrei ancora maggiore controllo del territorio, maggiore presenza delle forze dell’ordine. Anche se devo dire che sia i carabinieri che la guardia di finanza ci stanno dando una grossa mano, grazie oltretutto agli indirizzi del nuovo prefetto. Vorrei poi che ci fosse una maggiore serenità, perché ciò che ritengo molto importante è la percezione della sicurezza. Tra la sicurezza reale e la percezione della sicurezza c’è una differenza: vorrei che questo gap diminuisca e diventi pari a zero perché la cittadinanza si deve sentire più sicura. Dobbiamo essere bravi a lavorare sulla sicurezza e far percepire al cittadino che c’è sicurezza. Spesso confrontandomi con cittadini di Viterbo mi rendo conto che forse è la percezione la cosa più importante. Però siamo sempre noi che dobbiamo far percepire questo. Dobbiamo essere in grado di far capire a tutti che Viterbo è una città sicura che dovrebbe essere ancora più sicura. Deve esserci una corrispondenza tra sicurezza reale e sicurezza percepita. Quando arriveremo a questo significa che avremo fatto un buon lavoro. Ma c’è tanto ancora da fare”.

Elisa Cappelli


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