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La ex fidanzata di Guede: “Un manipolatore” – Rudy: “Pronto a indagini difensive”

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Intervista al Tg1 della ex ragazza di Rudy Guede

Intervista al Tg1 della ex ragazza di Rudy Guede


Viterbo – La ex fidanzata di Guede: “Un manipolatore”. Rudy: “Pronto a indagini difensive”. Per il gip “importanti elementi da interrogatorio”, pur mancando riscontri. La difesa: “Produrremo le prove”. 

Continua a raccontare e a raccontarsi in televisione e sui giornali la 23enne che ha denunciato per violenza sessuale, lesioni e maltrattamenti Rudy Guede, sottoposto dal 6 dicembre al divieto di avvicinamento a meno di 500 metri dalla ex rafforzato dal braccialetto. Misura confermata il 12 dicembre dalla gip Savina Poli, il giorno dopo l’interrogatorio di garanzia durante il quale il 36enne ivoriano condannato per il delitto di Perugia si è difeso per due ore negando ogni addebito.

Il difensore Carlo Mezzetti sta valutando se ricorrere al riesame contro la misura cautelare che gli è stata imposta dal tribunale di Viterbo in seguito alla richiesta di arresti domiciliari della pm Paola Conti. Le indagini, nel frattempo, come è noto, sono in fase preliminare e tuttora in corso.

“Il provvedimento non è così negativo – torna a dire il legale – avendo anzitutto il gip accolto in maniera parziale le ipotesi accusatorie, escludendo i maltrattamenti e rigettando la richiesta di domiciliari, e avendo comunque sottolineato nell’ordinanza di conferma della misura cautelare come, in sede di interrogatorio, siano stati forniti da Rudy Guede importanti elementi di indagine, anche se al momento mancano riscontri, per cui siamo pronti a raccogliere materiale istruttorio, attraverso indagini difensive, che valuteremo se produrre al riesame oppure al tribunale di Viterbo”. 

Definisce Guede “un manipolatore violento e narcisista” la presunta vittima, difesa dall’avvocato Francesco Guido del foro di Cosenza. Dopo l’intervista in televisione, è stata la volta di un quotidiano nazionale, a cui la 23enne ha raccontato di avere conosciuto Guede quando lui era in semilibertà e lei frequentava la biblioteca dove lavorava. Non avrebbe saputo che la sera rientrava in carcere, né dei suoi “trascorsi”, anche perché all’epoca dell’omicidio di Meredith Kercher “avevo 8 anni”. Quando infine avrebbe saputo “ero già innamorata di lui e forse non ci ho voluto credere fino in fondo. Mi sono fidata. Lo vedevo come una persona buona, che aveva cancellato quel passato”.


Rudy Guede con l'avvocato Carlo Mezzetti al tribunale di Viterbo

Rudy Guede con l’avvocato Carlo Mezzetti al tribunale di Viterbo


La denuncia è arrivata ad agosto, dopo la rottura, avvenuta la primavera scorsa, secondo Guede, che ha indicato i nomi di numerosi testimoni, per sua volontà. La relazione, tra alti e bassi, sarebbe durata meno di un anno, da settembre 2022 a agosto 2023. Ma sarebbe giunta in realtà al capolinea già tra marzo e aprile.

Come detto dal 36enne durante l’interrogatorio fiume di lunedì, tra fine primavera e inizio estate, la 23enne, appassionata di equitazione,  sarebbe andata a vivere da sola a Grosseto. Ma su chi cercava chi, le versioni sono contrastanti. Lui si sarebbe soltanto reso utile, preoccupato per la 23enne che, tra l’altro, pur essendo un cavallerizza esperta, avrebbe avuto un incidente e subito delle lesioni, “fotografate” dalla ragazza sui social: “Mi sono preoccupato per lei, ci siamo sentiti, sono andato a vedere come stava, le ho fatto la spesa”. “Ho capito che non si sarebbe fermato. Mi scriveva, mi chiamava, tre volte è venuto senza dirmelo, ha le chiavi di casa a Viterbo”, racconta invece lei. E ancora: “Non avevo più una vita e non mi sarei perdonata se avesse fatto ad altri le cose cattive che ha fatto a me”.

“Un amore tossico, sono stato io a chiudere”, ha detto e ripetuto più volte Rudy Guede, riferendo al gip i retroscena della fine della relazione. “Lei è anche rimasta incinta e io avrei voluto tenere il bambino”, ha rivelato, sottolineando la profondità del legame con la presunta vittima. “Io l’ho sempre rispettata”, ha detto riferendosi in particolare alla sfera sessuale, parlando di una giovane psicologicamente fragile e con un passato “complicato” alle spalle. 

Silvana Cortignani


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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