Roma – Il ministero dell’Ambiente e della sicurezza energetica ha pubblicato ieri la Cnai, la Carta nazionale delle aree idonee a ospitare il deposito nazionale di scorie nucleari, redatta dalla Sogin, che fa seguito alla Carta delle aree potenzialmente idonee pubblicata nel 2021. In questo nuovo documento, la provincia di Viterbo compare 21 volte su 51.
– L’elenco delle aree idonee al deposito nazionale di scorie nucleari
Deposito scorie nucleari – Lista siti idonei nel Viterbese
Arlena di Castro, Canino, Cellere, Corchiano, Gallese, Ischia di Castro, Montalto di Castro, Piansano, Soriano nel Cimino, Tarquinia, Tessennano, Tuscania, Vasanello, Vignanello. Praticamente ogni zona della Tuscia è interessata tra quelle dove, alla fine, verrà costruito il deposito.
“La Carta nazionale delle aree idonee – spiega il ministero – individua 51 zone i cui requisiti sono stati giudicati in linea con i parametri previsti dalla Guida tecnica Isin, che recepisce le normative internazionali per questo tipo di strutture”.
Nel 2021, con la Cnapi – Carta delle aree potenzialmente idonee, la Sogin aveva individuato 77 territori potenzialmente adatti a ospitare il deposito di scorie nucleari. 22 di questi erano nella Tuscia. Oggi, con il documento che sancisce ufficialmente le aree idonee, si è scesi a 51 zone, ma la Tuscia rimane a 21 e accresce ulteriormente il suo ruolo preponderante.
In termini percentuali, stando al documento pubblicato ieri, la possibilità che alla fine il sito sorgerà in provincia di Viterbo è del 41%.
Va considerata anche la possibilità che qualche amministrazione locale decida di autocandidarsi a ospitare il deposito, di fatto risparmiando l’onere della scelta al ministero.
L’autocandidatura è prevista anche per gli enti che al momento non risultano indicati nella Cnai. In quel caso, il ministero e la Sogin potranno avviare nuovi studi e valutare l’idoneità dell’area auto-candidata. Un’ipotesi che, a onor del vero, appare abbastanza remota.
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