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Montalto di Castro – Due imprenditori sono stati arrestati per omicidio colposo e sfruttamento lavorativo dopo la morte di un bracciante tunisino nelle loro campagne a Montalto di Castro.
Nasser Al Masoudi, un lavoratore agricolo tunisino di 57 anni, è tragicamente deceduto a seguito di condizioni di lavoro estreme nelle piantagioni di Montalto di Castro. Questo evento ha portato all’arresto domiciliare di Antonio e Vincenzo Madera, padre e figlio di 59 e 33 anni, proprietari di un’impresa di frutta e verdura. Sono accusati di omicidio colposo e caporalato, ovvero sfruttamento lavorativo.
Le indagini, condotte dai carabinieri della compagnia di Tuscania e supportate da unità di Nola e del Nucleo ispettorato del lavoro di Viterbo, hanno rivelato un quadro agghiacciante: sei lavoratori tunisini impiegati illegalmente, tre dei quali privi di permesso di soggiorno, costretti a lavorare in condizioni disumane. I carabinieri hanno scoperto che i lavoratori venivano sfruttati, sottoposti a orari di lavoro massacranti e in condizioni di sicurezza precarie.
Il caso di Al Masoudi è particolarmente toccante: durante la raccolta di cocomeri sotto il sole cocente, ha sofferto un grave colpo di calore. Nonostante l’agonia e la febbre altissima, è stato lasciato all’ombra dai colleghi che chiedevano aiuto. Antonio Madera, in un gesto di disumanità, lo ha poi caricato inconscio sulla sua auto e abbandonato all’ingresso dell’ospedale di Tarquinia. Nonostante le cure mediche ricevute, Al Masoudi è deceduto dopo due giorni di sofferenza.
I Madera dovranno ora affrontare le conseguenze legali delle loro azioni. L’udienza preliminare presso il Tribunale di Civitavecchia determinerà il corso del processo e la convalida delle misure cautelari, con i due accusati attualmente ristretti ai domiciliari e monitorati tramite braccialetto elettronico. Questo caso ha messo in luce la grave problematica dello sfruttamento lavorativo nel settore agricolo e la necessità di un intervento normativo e di controllo più stringente.
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Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
